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Lou Reed, Nico, Iggy Pop, Patti Smith, Sex Pistols e tanti altri protagonisti del pazzo e profetico fenomeno punk rivivono in una kermesse teatrale ideata e diretta da Carmen Giardina, su progetto musicale di Pivio e Aldo de Scalzi. Il testo, elaborato da Marco Odino, Carmen Giardina e Aldo Vinci, è liberamente tratto dal saggio "Please Kill Me" di Legs McNeil e Gillian McCain che, intrecciando racconti e testimonianze, descrive la stagione all'inferno di un'intera generazione: dal trattamento elettroshock di Lou Reed, alla morte per overdose e abusi di Sid Vicious, Johnny Thunder e Nico: uno straordinario viaggio in prima persona negli abissi e nei paradisi della creatività. L'impianto scenico, completamente digitale, è firmato da Sergio Gazzo e si sviluppa su quattro schermi, per un totale di circa 200 m2 di proiezioni controllate dal vivo, in un vero e proprio VJ-set. Immersi in una soundtrack esplosiva, gli attori Nicole De Leo, Fabio Gomiero e Enrico Salimbeni ("Radio Freccia") rievocheranno un mito che influenza, ancora oggi, la sensibilità del mondo giovanile. PUNK è un termine inglese (che come aggettivo significa di scarsa qualità, da due soldi) nato per identificare una subcultura giovanile emersa nel Regno Unito e negli U.S.A. a metà degli anni settanta. Il termine nacque dalla musica Punk, o meglio Punk Rock, in Inghilterra e negli Stati Uniti con gruppi come Sex Pistols, Ramones, Dead Boys, The Damned o Clash e portata avanti negli anni a venire con relative evoluzioni. La storia complessa del movimento punk ha influenzato numerose forme d'arte e aspetti culturali in genere, dalla musica alla letteratura, dalle arti visive alla moda. Le origini di questo genere musicale sono da ricercarsi sostanzialmente all'interno delle scene rock di Detroit e di New York verso la fine degli anni sessanta, quando gruppi come Mc5 e, soprattutto, gli Stooges svilupparono forme musicali che cominciarono a differenziarsi dalle convenzioni tecniche del rock "classico" in favore di forme espressive basate maggiormente sull'impatto sonoro. Questa ondata includeva anche gruppi come New York Dolls, The Television, Patti Smith. Richard Meyers è un adolescente fuori dalla norma. Incendia un campo in Alabama insieme al compare Tom Miller, e solo per vederlo bruciare, riferirà dopo essere stato arrestato; legge e scrive poesie. La vita di provincia è noiosa: Meyers, istrionico e passionale, e Miller, più timido e compassato, si ritrovano qualche anno dopo a New York per coronare il loro sogno di poesia e rock'n'roll. L'uno si fa chiamare Hell, a rimembranza di quell'episodio di pazzia giovanile, l'altro invece è meglio conosciuto come "Verlaine", a rinverdire l'immaginario romantico della poesia decadente francese (Verlaine appunto, Rimbaud e Baudelaire ovviamente). New York è il centro del mondo, Patti Smith inizia a poetare in musica, in versi dotti e passionali allo stesso tempo, nasce un movimento, un sentire comune che prende le mosse dalla poesia romantico/esistenzialista, dallo spleen maledetto dei grandi sciamani del rock, da Jim Morrison e Janis Joplin a Lou Reed. Se i Ramones avevano creato un suono, Hell, Smith e Verlaine fornirono un significato, un orizzonte culturale, uno spessore che eluse al nascente movimento l'etichetta di pallida escrescenza rivoluzionaria post-puberale. Il punk era nato nella sua forma compiuta, come sintesi etica/estetica di sound veloce e furioso e di liriche volte rappresentare un mondo interiore. D'accordo l'esperienza nei Neon Boys e poi nei Television con Tom Verlanie, influente incontrovertibilmente, d'accordo la breve parentesi con Johnny Thunders, ma è "Blank Generation" il banco di prova di Hell, il momento della rivelazione: semplice agitatore, pseudo-poeta dall'ego più grande del proprio talento o sincero veicolo dell'humus generazionale settantasettino? Sicuramente Hell ha incarnato la seconda opzione, creando con "Blank Generation" la pietra angolare di un movimento che di lì a poco avrebbe inciso sulle coscienze sociali e politiche di mezzo mondo. Sarà, poi, il punk inglese con Malcolm McLaren, i Sex Pistols, i Clash, a spazzare via ogni pretesa di intellettualismo e ricerca interiore. Il loro "no future" deflagrante risuona più forte di qualunque slogan coniato nel mondo del rock e non solo.
Articolo del
28/02/2008 -
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