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Quella che state leggendo non è la mia vera voce. Scrivo in playback. Scusate se dunque sbaglierò qualche "tempo" non essendo io abituato alla differita. Sto facendo una prova. Mi hanno consigliato di provare perchè, dicono, va di gran monda fingere di parlare, scrivere e suonare. Si avete letto bene perfino suonare. Alcune mail giunte nella lussuosa redazione di Nerds Attack!, ricordo essere quella che occupa uno splendido attico con vista cemento armato e giardini verde atomico, ci segnalavano come alcune formazioni di giovani artisti internazionali durante i live facciano finta di suonare. Il problema, cari fedeli lettori, non è delle band ma di chi sotto il palco starnazza, grida, si agita, applaude senza rendersi conto del bluff, della presa in giro, della truffetta insomma. Assistere a esibizioni del genere (a volte davvero stucchevoli a lambire la goffaggine ridicola) non fa altro che confermare e sentenziare una lenta quanto inesorabile e per questo inevitabile fine dell'indie moderno. Che per gran parte è di livello più che mediocre. Che per gran parte ha già recitato le proprie ultime preghiere. Alcuni numeri riferiti al pubblico, alcuni scioglimenti precoci, alcuni dati di vendite, alcuni secondi o terzi dischi davvero orrendi, hanno pian piano scavato una fossa. Dove presto cadranno come foglie d'Autunno tutti quelli con talento pari a 0 (zero). Copie, epigoni, parti gemellari, ciclostilati, tutti ad assomigliare a tutti. Una corsa compulsiva a cavalcare un'onda che ben presto si è rivelata scarsa d'acqua e vento. Uno dei peggiori momenti della storia musicale britannica al quale sono andati dietro anche altri panorami solitamente più incontaminati. Uno sconquasso. Forse è per questo che il revivalismo ciclico sta colpendo sempre più marcatamente la decade '90. I media UK se ne stanno accorgendo e stanno correndo ai ripari. Quanti ciuffi ancora dovremmo vedere sbucare da una copertina patinata dei sempre più svenduti magazine inglesi? La giostra sta per fermarsi. Che vi piaccia o no è così. Colpa di tutti. Di chi ha continuato a mettere legna sul fuoco quando questo era ridotto a piccole scintille. Ecco che allora fanno capolino da strombazzate new big thing cantanti stonati, musicisti svogliati che non sanno tenere il palco per più di mezz'ora, basi registrate spacciate per live, scimmiottamenti infantili. La next big thing non ci sarà più. Aspettiamo che il fiume ci porti altri cadaveri. Mancano circa due anni alla fine del primo decennio di questo nuovo millennio. Che verrà ricordato solo per alcune espressioni artistiche. Magari sulle dita di due mani. E a tutti i detrattori degli anni '90 - vari, possenti, malinconici, colorati - dito medio alzato.
Vostro "Copysteria" Sensei
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
12/03/2008 -
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