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Sono solo piccoli segnali, ma visti nel complesso danno l'impressione che nel talvolta statico e stantìo mondo della musica pop qualcosa sia in movimento. Inizia nuovamente a spirare infatti un vento che si potrebbe definire bowiano, dopo un paio di lustri in cui il Duca Bianco aveva provocato ben poche passioni. Certo: lo stesso David Bowie a partire dall'esperienza Tin Machine in poi (1989-92) sembrava volesse fare il possibile per dilapidare tutto il suo immenso status acquisito come padrino, prima del glam negli anni '70 e poi di tutta la variegata scena post-punk negli '80. Aldilà di due dischi gradevoli benchè un po' senili come "...hours" (1999) e "Heathen" (2002), il Grande Innovatore sembrava aver esaurito tutte le sue cartucce, e le nuove generazioni parevano considerarlo, più che altro, un Vecchio (retrò) Dinosauro. Ma oggi forse Bowie sta nuovamente tornando di moda. Un paio di anni fa le collaborazioni con gli Arcade Fire e i Tv On The Radio lo avevano ricatapultato - dopo lunga assenza - all'avanguardia della scena. Nel 2007 erano stati poi gli emergenti Klaxons a realizzare un acclamatissimo album d'esordio, "Myths Of The Near Future", "bowiano" dall'inizio alla fine, sia nella concezione che nella realizzazione, e il redivivo crooner Marc Almond aveva (brillantemente) coverizzato "London Boys", uno dei primi capolavori di Bowie datato 1966. E oggi giungono due ulteriori tributi al Duca Bianco, nella forma di due B-sides di artisti di punta come il giovane Alex Turner (Arctic Monkeys) e il sempreverde Morrissey. Il primo ha dato vita in questi giorni ai Last Shadow Puppets, progetto parallelo ai Monkeys formato con Miles Kane dei Rascals ispirato al pop orchestrale del primo Bowie e di Scott Walker, di cui esce a giorni l'album "The Age Of The Understatement" che viene preceduto dal singolo dal medesimo titolo, il cui lato B è "In The Heat Of The Morning", un vecchio brano che Bowie incise ai suoi esordi verso la fine degli anni '60. Lo stesso Bowie, sul suo sito web, ha dichiarato di aver ascoltato la cover dei Last Shadow Puppets e ha commentato: "E' incantevole!... Una di quelle cose che ti fa andare per il verso giusto la giornata...!"
L'altra cover sta per uscire a breve, e l'ha realizzata Morrissey, peraltro a distanza di quindici anni dall'interpretazione che Bowie diede di "I Know It's Gonna Happen Someday" degli Smiths sul suo primo album post-Tin Machine "Black Tie White Noise". Tra i lati B del nuovo singolo del Moz, dal titolo 'All You Need Is Me' in uscita il 19 maggio, c'è la celeberrima 'Drive-In Saturday', che fu uno dei successoni dell'epoca glam quando uscì nel 1973.
Con tutto questo ritorno di fiamma, ci vorrebbe proprio un seguito di "Reality" (2003), l'ultimo (non molto convincente, per la verità) album fino ad oggi di David Bowie, ma novità non ve ne sono e probabilmente non ve ne saranno almeno fino al 2009. Una bella notizia è invece la prossima annunciata pubblicazione del live "Santa Monica '72", più volte stampato in formato "bootleg" tratto da un broadcast radiofonico e finalmente reso disponibile dalla EMI in una "official edition" nei negozi il 30 giugno 2008. Si tratta - e chi lo ha ascoltato lo sa - di una delle migliori performance di sempre del Bowie periodo "Ziggy", certamente superiore a quella (pur storica) immortalata il 3 luglio del 1973 nell'Hammersmith Odeon di Londra per il film di D.A. Pennebaker "Ziggy Stardust: The Motion Picture" e per la relativa colonna sonora. Da non mancare. La tracklist:
'Introduction' 'Hang On To Yourself' 'Ziggy Stardust' 'Changes' 'The Supermen' 'Life On Mars?' 'Five Years' 'Space Oddity' 'Andy Warhol' 'My Death' 'The Width Of A Circle' 'Queen Bitch' 'Moonage Daydream' 'John, I'm Only Dancing' 'I'm Waiting For The Man' 'The Jean Genie' 'Suffragette City' 'Rock 'N' Roll Suicide'
Articolo del
15/04/2008 -
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