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Bruce Springsteen
La scelta di Bruce
17/04/2008
di
Fabrizio Biffi
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“Obama è il migliore”. Con questa dichiarazione secca, Bruce Springsteen ha rotto il silenzio in vista del rush finale nella investitura del candidato democratico in vista delle elezioni per il rinnovo del Presidente degli Stati Uniti in programma nel novembre di quest’anno. «Come molti di voi ho seguito la campagna – ha dichiarato Springsteen in una lettera ai fan pubblicata sul suo sito Internet - e credo di avere visto e udito abbastanza per sapere che Barack Obama sia di gran lunga il miglior candidato perché ha lo spessore, la capacità di riflettere e la determinazione per essere il nostro prossimo presidente, quello che ci può guidare nel Ventunesimo secolo con un rinnovato senso di missione morale». Di più, «Obama parla all’America che racconto da 35 anni con la mia musica, una nazione generosa, con una popolazione disposta ad affrontare problemi intricati e complessi, un Paese interessato al suo destino collettivo e al potenziale del suo spirito comune». Già nel 2004 il Boss è uscito allo scoperto nella campagna a favore di John Kerry. Si dice che grazie ai suoi concerti il candidato democratico avesse “conquistato” il Wisconsin e la stessa Pennsylvania. Ma non fece la differenza in Ohio, dove nonostante una leggendaria performance a Cleveland alla vigilia del voto, George W. Bush vinse lo Stato e con quello la Casa Bianca. Adesso Obama può contare sull’appoggio di uno Springsteen in tour che ha in programma due concerti il 27 e il 28 in North Carolina, a pochi giorni dalle cruciali primarie di quello Stato. «Alcuni critici hanno tentato di demolire Obama, esagerando certi suoi commenti e relazioni personali», ha scritto sempre Springsteen nel suo comunicato, riferendosi alla frase sui «disoccupati frustrati della Pennsylvania che trovano sfogo nelle armi e nella religione», pronunciata da Barack a San Francisco, e ai suoi rapporti con il pastore antisemita di Chicago, Jeremiah Wright. «Per quanto siano temi degni di essere discussi — così la rockstar — essi sono stati estrapolati dal contesto e dalla sostanza della vita e della visione di Obama, spesso per distrarci dai veri temi: la guerra e la pace, la lotta per la giustizia economica e razziale, la difesa della Costituzione, la protezione del nostro ambiente». A chiusura del suo appello, l’autore di “Born In The USA” ha invitato tutti gli elettori a «considerare il terribile danno compiuto negli otto anni trascorsi» e dare il via a «un grande progetto che ci restituisca l’America».
Articolo del
17/04/2008 -
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