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Vasco Rossi
L'Italia, il Paese dove la musica è un optional
2/06/2008
di
Emanuele Tamagnini
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Dimmi da dove vieni e ti dirò chi sei. Riflessioni cicliche e periodiche sulla provenienza geografica. Del Texas ci eravamo occupati molto tempo fa. E dopo i recenti super eventi nuove analisi si impongono. La scarsa produzione casalinga di talenti è affare storico quanto cronico e irreversibile. Non c'è confronto con la qualità e la quantità sviluppata altrove. Un gap incolmabile. Percentuali ridicole. Frutto di una "base" culturale (musicale) da veri sottosviluppati. Si dirà: "Ma cosa c'è in Texas che noi non abbiamo? Perchè così tante grandi band escono da uno stato arido quanto cafone?". Non c'è niente ecco cosa c'è. Ed ecco spiegato il motivo. In Texas come nel Quebec, a Bristol piuttosto che in una landa islandese, tra la neve che soffoca o tra lo sterminato paesaggio del nulla. Non si può rimanere seduti a guardare. Non ci si può fermare se si vuole emergere. La spinta decisiva è il non avere orizzonti. Non avere stimoli. Non avere, a volte, futuro. Le avversità provocate dal clima, dalla natura, dalla società, dall'uomo. Il nostro paese è troppo bello. Troppo comodo. Troppo confortevole se visto sotto questo punto di vista. Compiacimento statico. Apatia da solleone. Blasone antico. Buona cucina. Mare, calcio, donne. Preferiamo dunque prendere la via più breve. Plagiare, scopiazzare, mascherare, confezionare, parlare e ancora parlare, sparlare, pontificare. Non nascono talenti. Nessuno ha voglia di cambiare le cose. Nessuno ha il coraggio di osare. E quei pochi che lo fanno non hanno spazio. Non trovano la presa d'aria per sopravvivere. Meglio inginocchiarsi al mainstream. Meglio farsi arrivare la musica addosso. Meglio lo struscio e la passerella. Meglio. Non c'è curiosità. Non c'è bisogno. Troppa fatica. Meglio prendere una chitarra e strimpellare litanie. Meglio fare i furbi. Meglio fare gli ipocriti. Meglio dare lezioni con la grossa cilindrata in garage. Meglio l'ignoranza. L'arroganza. Meglio la viltà. Un cane che si morde la coda. Vittime di una chain reaction senza fine. Scarsa professionalità d'informazione. Dislessie. Estratti conto da gonfiare a tutti i costi. Sfruttamento della manovalanza. Approssimazione. Improvvisazione. L'Italia della mediocrità. La realtà è la mediocrità. Dove un piccolo gesto intelligente viene visto come frutto di chissà quale dono del Signore. Confusione. Patchwork senza costrutto. Basta però che ci sia un buono per un drink gratis. L'importante è conoscere Tizio che poi tanto è amico di Caio che magari riusciamo ad avvicinare Sempronio. La musica? Un optional. La coerenza? Un oggetto volante non identificato. L'onestà? Difficile da tradurre. L'umiltà? Cancellata dal vocabolario. La verità? La trovate qui. Fieri della nostra impavida trasparenza. Mentre gli altri ingrassano noi proviamo ogni giorno a crescere. A nutrire il sapere di quello che amiamo di più: la MUSICA. Il resto sono solo chiacchiere trasportate via dal primo vento. Amen.
Vostro "Search & Destroy" Sensei
Articolo del
02/06/2008 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
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