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Joy Division
Rivive il mito di Ian Curtis
29/07/2008
di
Fabrizio Biffi
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Esce a settembre in Italia "Control", il film diretto da Anton Corbijn sulla vita di Ian Curtis che avrà come attori protagonisti Sam Riley nel ruolo di Ian Curtis e Samantha Morton nel ruolo di Debbie Curtis.
Il film, già uscito in Inghilterra nel corso del 2007, è tratto in parte dal libro scritto dalla moglie Deborah Curtis "Touching From A Distance", e racconta della vicenda artistica e umana di Curtis. Il 18 Maggio del 1980 a due giorni dalla partenza del primo tour americano dei Joy Division, il tour che avrebbe dovuto portare il gruppo al successo planetario Ian Curtis decide di appendere ad una corda in casa il peso delle sue contraddizioni e delle sue inquitudini. Finiscono i Joy Division, nasce una leggenda che ancora oggi affascina intere generazioni.
Ventisette anni dopo Anton Corbijn annuncia di aver concluso le lavorazioni sul film che racconta la vita di Ian Curtis, dalla voglia di abbandonare la realtà quotidiana della sua vita per inseguire i suoi miti musicali Iggy Pop e David Bowie al tragico epilogo della sua vita. Corbjin commenta così la pellicola: ""Control" è un film personale e ai miei occhi non è un film musicale. Devo confessare infatti che l’averlo considerato inizialmente un film musicale, mi aveva spinto a rinunciare all’impresa. Dopo aver fotografato tantissimi musicisti nel corso della mia carriera, mi sentivo già abbastanza etichettato, almeno in Gran Bretagna, come “fotografo del rock’ e quindi volevo evitare a tutti costi di vedermi appiccicare questa etichetta anche al cinema. Nel 2004, mi sono preso quattro mesi di pausa per realizzare un libro sugli U2 che avevo fotografato per ben 22 anni. Seduto da solo a casa a guardare i provini delle foto scattate agli inizi degli anni 80, ho ricominciato a “sentire” quel periodo: il vento che soffiava mentre aspettavo l’autobus, la disperazione di non avere un luogo degno di essere chiamato casa, essere senza soldi, e quel magico rito di andare a comprare un disco e ascoltarlo subito. Da allora i tempi sono molto cambiati ma quelle sensazioni mi sono tornate subito in mente, compreso il fatidico 1979, anno del mio trasferimento a Londra. All’epoca desideravo fortemente cambiare aria e così quando uscì l’album dei Joy Division "Unknown Pleasures", capii che dovevo lasciare l’Olanda e trasferirmi nel luogo in cui era nata quella musica. Due settimane dopo il trasferimento in Inghilterra, scattai la fotografia – oggi famosa – degli Joy Division alla stazione della metropolitana. A ripensarci, è una storia veramente incredibile soprattutto pensando ad un ragazzo – e cioè io - che si trasferisce in un altro paese, conosce e fotografa il gruppo musicale che è all’origine del suo trasferimento e qualche decennio dopo dirige un film che parla di loro. In un certo senso è come se avessi chiuso il cerchio e che questa fase della mia vita, dominata dai desideri e dalle emozioni che provavo da adolescente, si fosse conclusa. I Joy Division e Ian Curtis hanno avuto un’importanza fondamentale per me in quel periodo della mia vita e quando me ne sono reso conto, ha capito che avrei dovuto realizzare questo film."
Articolo del
28/07/2008 -
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