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Ieri sera Amy Winehouse è salita sull’auto che l’avrebbe accompagnata al suo jet privato, e pochi minuti prima di salire sul palco sarebbe arrivata a Parigi: “ma ha fatto finta di aver dimenticato qualcosa, è tornata a casa e non è più scesa”, racconta Salomon Hazot, responsabile della programmazione del festival parigino Rock en Seine, che per il secondo anno di fila si è illuso di poter ospitare la diva del soul inglese. Se l’anno scorso Amy Winehouse aveva avvisato con quattro giorni di anticipo, consentendo così agli organizzatori di sostituirla con il gruppo rock Cold War Kids, quest’anno tutto il suo staff era arrivato al parco di Saint-Cloud alla vigilia del concerto e aveva potuto provare ieri mattina. “Poteva finire in apoteosi, è finito in un pasticcio”, ha commentato amaramente il direttore del festival Francois Missonier, che ha saputo della assenza di Amy Winehouse un’ora prima del suo show, previsto alle 22:15. Sul palco principale, poco dopo le otto, i The Raconteurs di Jack White (leader dei White Stripes), forse scherzavano o forse pronosticavano: “Siete venuti per vedere Amy Winehouse? Non credo che sarà qui stasera.” Sta di fatto che il loro concerto dura molto di più dell’ora prevista per tutti i gruppi, e quello dei Justice, il duo electro-dance francese, tarda a cominciare, innervosendo migliaia di persone che avevano rinunciato ai The Raconteurs per ballare con i dj di casa. Verso le 21 e 45 l’annuncio che lascia tutti increduli. Ecco perché i The Raconteurs hanno suonato a lungo e i Justice si sono fatti attendere. Il disastro così scontenta anche chi non era a Parigi per Amy Winehouse e voleva seguire con ordine gli altri concerti. “Come potete accorgervi, I am not Amy Winehouse”, precisa subito Mike Skinner alias The Streets, rapper bianco della strada, che mischiando elettronica e hip hop ha appassionato la critica inglese negli ultimi anni. Doveva suonare sul palco più piccolo, si ritrova a chiudere il festival sul palco principale, e imposta il suo show sulla presa in giro dell’assente. La frase “They tried to make me go to rehab but I said no, no, no”, con cui Amy Winehouse spiega nella hit “Rehab” il suo rifiuto di disintissocarsi, ritorna in tutte le salse nei pezzi di The Streets, tra salti, spogliarelli, e una nuotata nella folla. “On s’en fout d’elle!” (“ce ne freghiamo”), urlava una fan impazzita per il gruppo inglese. Lo show finale sarà bastato per consolare tutti? Ieri gli organizzatori avevano annunciato “proposte di rimborso che saranno pubblicate sul sito web.” Per ora si legge solo che Rock en Seine farà causa alla diva truffatrice...
Articolo del
31/08/2008 -
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