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Nena & The Superyeahs
E' partito "Operazione Soundwave", alla caccia del fenomeno "indie" italiano
1/10/2008
di
Andrea Bagnasco
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Un lunedì sera come un altro. Nessuna voglia di uscire. Qualche giro abbozzato sul basso. Un tentativo di riprendere un libro abbandonato da mesi. E poi, purtroppo, davanti alla televisione. Qui, le alternative sono Chi l’ha visto? e L’Isola, quindi mi fermo un po' su MTV dove c’è Operazione Soundwave. Il programma ha il grande difetto di ricordare per il nome quell’Operazione Trionfo reso più celebre dalle imitazioni della Gialappa’s che non dalle canzoni. Ma non è poi così male. Chiacchiere ridotte al minimo indispensabile, ritmi veloci e parecchia musica dal vivo. In una ventina di minuti vedo tre gruppi esordienti (Nena & The Superyeahs, The Hacienda e Seioredopo) presentare i loro lavori, tutti di stampo indie, tutti piuttosto interessanti, veloci e coinvolgenti, ma nessuno particolarmente originale.
C’è quindi un problema. Mentre ormai in Inghilterra siamo alla terza o quarta generazione di nuovi fenomeni indie e ci sono gruppi validi come i Bloc Party già al terzo album, ha senso cercare ora il fenomeno indie italiano? Non arriverà troppo tardi, quando il settore sarà già più che saturo? Già forse è saturo adesso.
Del resto c’è anche un altro aspetto che fa pensare. Pete Doherty, dopo aver indicato la strada coi suoi Libertines a molte delle band indie che spuntano ovunque ogni giorno, con i Babyshambles si è messo a spaziare con risultati spesso apprezzabili dal reggae di “I Wish” alle ballate come “Unbilotitled”, dal punk di “Side Of The Road” all’andamento jazz di “There She Goes”, tornando solo qua e là (come in “Delivery”) ai riff di chitarra delle origini. Alex Turner, un altro che ha fatto scuola nel movimento indie (e bastava vedere ieri lo stile chitarristico del cantante degli Hacienda), ha realizzato con il progetto parallelo The Last Shadow Puppets un album da camera (“The Age Of The Understatement”), tutto basato sulle atmosfere create da voci e chitarre spesso acustiche, portando alle estreme conseguenze quell’ammorbidimento dei suoni che già aveva fatto intravedere in alcune tracce di “Favourite Worst Nightmare”.
Se due dei migliori interpreti del genere si guardano intorno e lentamente scivolano verso altre sonorità, avranno capito qualcosa? Ad MTV, probabilmente, lo capiranno fra quattro o cinque anni.
Articolo del
02/10/2008 -
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