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Un malore fatale dopo un'esibizione dedicata alla lotta contro la camorra. A settantasei anni, Miriam Makeba, cantante sudafricana e voce simbolo dell'Africa divenuta leggendaria nella lotta contro l'apartheid, si e' spenta dopo aver cantato mezz'ora per il concerto anti-camorra e anti-razzismo organizzato a sostegno di Roberto Saviano sul palco di Castel Volturno, Caserta.
Il malore ha costretto ''Mama Africa'' al trasporto urgente in ospedale dove pero' una crisi cardiaca l'ha stroncata. Era considerata da molti la vera ''voce dell'Africa'', un'icona della lotta contro l'apartheid nel suo Paese, il Sudafrica. Costretta per anni all'esilio dal governo di Johannesburg, si e' lanciata per tutta la vita nella lotta contro le differenze sociali e razziali.
Makeba nacque a Johannesburg; sua madre era una sangoma di etnia swazi e suo padre, morto quando lei aveva sei anni, era uno Xhosa. 'Mama Africa' inizio' a cantare a livello professionale negli anni '50, con il gruppo Manhattan Brothers, e poi fondo' una propria band, 'The Skylarks', che univa jazz e musica tradizionale sudafricana. Pur essendo gia' una cantante di successo, alla fine degli anni '50, la donna non riusciva a guadagnare molto dalle sue registrazioni e per questo inizio' a pensare di lasciare il Sudafrica per gli Stati Uniti. Nel 1960 partecipo' al documentario anti-apartheid 'Come Back, Africa' e fu invitata al Festival del cinema di Venezia; una volta in Europa decise di non ritornare in patria. Si trasferi' a Londra, dove conobbe Harry Belafonte, che la aiuto' a trasferirsi negli Stati Uniti e farsi conoscere come artista.
In America Makeba incise molti dei suoi brani di successo, come Pata Pata, The Click Song (''Qongqothwane'' in lingua xhosa) e Malaika. Nel 1966 Makeba ricevette il Grammy per la migliore incisione folk per l'album 'An Evening with Belafonte/Makeba', realizzato insieme al cantante. L'album trattava esplicitamente temi politici relativi alla situazione dei neri sudafricani sotto il regime dell'apartheid. Nel 1963 porto' la propria testimonianza al comitato contro l'apartheid delle Nazioni Unite.
Il governo sudafricano rispose bandendo i dischi di Makeba e condannandola all'esilio. Nel 1968 sposo' l'attivista per i diritti civili Stokely Carmichael; l'evento genero' controversie negli Stati Uniti, e i suoi contratti discografici furono annullati. Svolse anche il ruolo di delegata della Guinea presso le Nazioni Unite, vincendo il Premio 'Dag Hammarskjold' per la Pace nel 1986. Dopo la morte della sua unica figlia Bongi, Makeba si trasferi' a Bruxelles. Nel 1987 collaboro' al tour dell'album Graceland di Paul Simon. Poco tempo dopo pubblico' la propria autobiografia, 'Makeba: My Story'. Nel 1990, Nelson Mandela convinse la cantante a rientrare in Sudafrica. Nel 2005 realizzo' un tour mondiale di addio alle scene, cantando in tutti i paesi che aveva visitato nella sua carriera.
Articolo del
11/11/2008 -
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