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Povera renna. Destinata ogni anno a trainare slitte cariche di doni e leccornie. Noci e nocelle. Datteri e confezioni di fichi secchi. Uva passa, canditi, strufoli, pandori e panettoni. Giocattoli e cianfrusaglie. Utilissimi sali da bagno, bacchette di incenso eterno, tris di calze velate, mutande rosse, sei paia 1 euro, laniccia, cotonaccio, buono spesa, ticket restaurant. In questo bailamme senza orientamento neanche i dischi fungono ormai da bussola.
Ci stiamo avviando all’acme. I magazzini sono pronti. Ogni anno siamo qui a consigliare di non farlo. Una preghiera. Un proclama lanciato al vento freddo di tramontana. NON REGALATE-NON REGALATEVI dischi del cazzo per Natale. Perchè lasciarvi cadere nel dirupo di una brutta figura? Di una figura di merda? Per questo invitiamo voi, adorati lettori, ad evitare di farvi prendere dal raptus dell’acquisto facile. Dunque niente antologie numerate (Greatest Hits I, II, III), sono le peggiori, quelle deleterie, quelle regressive. Niente Best Of datati (1975-1985…) sono ciofeche per neofiti adolescenti. Niente Anthology con la trappola dell’inedito. Serve ancora ricordare che quell’inedito è - 9 su 10 - un’emerita schifezza?
E ancora state lontani dai Live. Controllate sempre. Ufficiali, semi-ufficiali, bootleg, edizioni della Mauritania o cambogiane? Il live non è un bel regalo. Peggio che peggio i doppi CD che inglobano quelli originali. Che significa? Chi lo riceve cosa penserà? Ed il vinile? Vale lo stesso discorso fatto per il supporto ottico. Non pensate poi di cavarvela con quel DVD del concerto dimenticato del 1986… ma a chi interessa? Meglio allora definire un periodo. Iniziare una discografia. Ormai i classici sono tutti sotto i 10 euro (tranne qualche eccezione).
Per i cofanetti, per i box si può fare lo stesso discorso. Ci sono anche in questo settore le trappole. Un cofanetto (quadruplo, quintuplo…) pieno zeppo di tracce demo, schifezze d’archivio, stralci live… a che serve? Avete un maniaco per amico? Il box è utile quando archivia una carriera. Per fare un esempio recente, il cofanetto dei Radiohead, che racchiude tutta la discografia, è una testimonianza utilissima in questo senso.
Lasciate passare le novità. Le avranno sentite già per conto loro. Radio, download, myspace, TV. Curiosate. Siate originali con la vostra anima. Almeno una volta l’anno. Lobotomizzati dalle grandi catene di negozi. Dove i commessi sono vestiti indie-coloratissimi o con improbabili gilet color nocciola anni ‘70. Dove i prezzi sono i più alti d’Europa. Dove la musica è solo una merce qualsiasi. Andate nel negozietto. Quei pochi rimasti. Sporcatevi le mani. Prendete la storia. Prendete ad esempio gli XTC. Un nome a caso venuto in testa di getto. Il vostro amichetto con le Converse si affretterà a buttare nel cesso quei dischetti di merda usciti negli ultimi 4-5 anni. Trovate, che ne so, i Monochrome Set. La vostra ragazza con la frangetta tagliata di fresco proverà un senso di disgusto nel riascoltare i Franz Ferdinand. E si potrebbe continuare all’infinito.
Siamo d’accordo allora? Ci possiamo fidare? Aprite gli occhi, aguzzate la vista, lavatevi le orecchie e tiratevi a lucido. Poi fateci sapere.
Vostro “Settore Marketing” Sensei
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
24/11/2008 -
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