Indie 24 Gennaio 2007

Boys And Girls In America

The Hold Steady potrebbero diventare il nome nuovo all’interno di un “classic rock revival”, gli eredi di una tradizione musicale forte, robusta e dai sapienti spunti melodici

Artista
The Hold Steady
Etichetta
Vagrant

Terzo album per questo gruppo davvero interessante, di base a Brooklyn, New York, ma originario di Minneapolis. The Hold Steady potrebbero diventare il nome nuovo all’interno di un classic rock revival, gli eredi di una tradizione musicale forte, robusta e dai sapienti spunti melodici. La band è stata formata da Craig Finn, chitarra e voce, e da Tad Kubler, chitarra solista, entrambi reduci dall’esperienza punk dei Lifter Puller, un gruppo molto noto nell’area urbana di Minneapolis. A loro poi si sono aggiunti Galen Polivka, al basso, Franz Nicolay alle tastiere, e Bobby Drake alla batteria, ma l’afflato punk delle origini, così distruttivo e nichilista, ha lasciato il posto ad una musica più emozionale, comunicativa e propositiva, ma ugualmente altisonante. Questo “Boys And Girls In America” è stato accolto molto bene da “The Village Voice”, giornale newyorchese molto influente , povero di elogi, sempre severo ed attento. Canzoni come “Stuck Between Stations”, “Hot Soft Light” e “You Can Make Him Like You” ci riportano ad un rock classico, a noi familiare, molto vicino alle prime cose della E-Street Band di Bruce Springsteen, al primo disco di Jim Carroll oppure – se vogliamo tornare ancora più indietro – a certe belle canzoni rock della Steve Miller Band. Il punk abrasivo delle origini del periodo come Lifter Puller, ha lasciato il posto a tematiche religiose e sociali importanti, sono rimaste invece la disperazione e l’urgenza, ma sono state coniugate ad una maggiore ragionevolezza, frutto di una notevole maturità compositiva. Talvolta quando gli Hold Steady spingono sull’acceleratore – è il caso di “Same Kooks” e di “Chills Out Tent” – riemerge una venatura punk non del tutto sopita, e con essa certe influenze Husker Du, il gruppo punk di Minneapolis con cui Craig e Tad sono cresciuti. Ma il nuovo universo degli Hold Steady è senz’altro più riconducibile a ballate morbide, di ottima levatura, come “First Night” e “South Town Girls” che, insieme ad “Arms & Hearts”, indicano quella ritrovata sensibilità sul piano compositivo che sta portando la band su livelli di pregio. Da ascoltare.