Indie 1 Ottobre 2002

Sea Change

Come al solito il piccolo satiro ci ha stupito ancora è ha prodotto 12 canzoni intense e romantiche.
La mutazione di Beck va di pari passo con i suoi "mood" interiori e in questo caso anche con le vicende personali. Un disco tutto da vivere.

Artista
Beck
Etichetta
Geffen Records

Voltate le spalle all’edonismo sperimentale e sesso-sensuale di Midnite Vultures, con Sea Change Beck, naufrago d’amore, si aggrappa alla sua chitarra acustica e si lascia trasportare dai flutti malinconici e straniati di un folky-blues implosivo, piegato su stesso, apparentemente dimesso ma profondamente inquieto. Niente più capriole e giravolte, contorsionismi e monellate del Beck amato e più rinomato, ma un passo acustico che, accompagnato in lontananza da sapienti echi elettronici, si prende tutto il tempo necessario per registrare vuoti, pause, indecisioni, silenzi e quanto ancora di imponderabile può generare un improvviso e incolmabile dolore. Già con Mutations Mr. Hansen ci aveva abituati a simili virate. Con Sea Change, tuttavia, il cambiamento di rotta è più radicale. Le dodici canzoni che compongono quest’ultimo album, infatti, sono le pagine di un diario privato scritte “dal fronte”. Quel fronte intimo, sottilissimo e impercettibile, che separa la tempesta dalla quiete, il buio dalla luce, lo sconforto dal desiderio rabbioso di riscatto, la nostalgia dalla speranza: quanto resta di un violento temporale che si al-lontana alle nostre spalle dagli squarci di un cielo terso che ci avverto-no che il sole tornerà a splendere in tutta la sua lucentezza. Noi, soli, ammaccati, bagnati, fradici di pioggia e lagrime, insieme a Beck, aspettiamo; perché segretamente conosciamo il nome di questo nuovo giorno