Classic Rock 16 Novembre 2007

Lifeline

Sedotto dal vecchio nastro analogico, Ben Harper registra in una settimana un disco caldo ed avvolgente

Etichetta
Virgin Records

Dopo averci stupito con gli esordi alla slide guitar, dopo aver arricchito il suo sound con una backing band affidabile e concreta, il chitarrista-cantante della California torna sulla scena con un disco, l’ottavo, registrato in presa diretta nell’arco di una settimana in uno studio parigino, rigorosamente su nastro. Il risultato è un lavoro compatto, semplice ed omogeneo che riporta alla luce i generi che hanno posto le basi musicali del nostro autore.
Blues leggeri, soul profondi e melodie trascinanti in un cd dove “l’anima calma” del cantautore trova un po’ di brio, a metà strada con il Ben Harper più rockettaro.
Undici brani che scorrono leggeri ma significativi, proprio a dimostrare che le grandi produzioni con arrangiamenti su arrangiamenti non fanno il talento: una chitarra nella cassa di destra, l’altra in quella di sinistra e poi solo maestria.
Certo non è il disco dell’anno, nè tanto meno quello con i brani da canticchiare sotto la doccia, bensì una buona e calda compagnia da gustare durante la lettura di un buon libro o nel nevrotico traffico cittadino da ascoltare rigorosamente a finestrini chiusi.