Emergenti 14 Maggio 2008

Just Let it Happen

Malinconie assonanti, lamenti delicati e mistici. Un ottimo lavoro onirico e suggestive.

Artista
Paolo Saporiti

Paolo Saporiti appartiene a quella mistica e silenziosa generazione di cantautori folk fascinosi e talentuosi. Della sua arte colpisce il prezioso stile nelle sonorità appena sussurrate, eleganti e classiche, enfatizzate dal una voce malinconica e profonda. Dopo l’album del 2006, “The Restless Fall”, è ora i turno del secondo lavoro, nato dalla collaborazione con l’abilissima violoncellista Francesca Ruffilli. “Just Let It Happen” è un album asciutto e denso al contempo, minimalista ma fitto. Sette brevi brani in cui il binomio voce-chitarra acustica si avvale di nuove note e suoni, come lo stesso violoncello appunto, la chitarra elettrica, il synth, il pianoforte. E’ una sorta di intimità malinconica e sognante, quella che esce viva da ogni canzone, in cui la voce del cantautore si fa ancora più magnetica e forte, sensibilmente sensazionale. Al fianco di Paolo Saporii, oltre alla Ruffilli, troviamo l’instancabile Xabier Iriondo, Lucio Sagone e Christian Alati, quest’ultimo a curare anche missaggio e mastering. Incantevole anche la presentazione dell’album stesso, a partire dalla sua copertina, opera dell’illustratore scozzese Paul Barnes. Ricchi vuoti, malinconie assonanti, lamenti delicati e mistici, tra la splendida Like a Dog, nervosa e piena di chitarre, alla trasongante 100.000 Lies, per arrivare alla miglior Mountains of Broken Guns & Dreams. Un ottimo lavoro onirico e suggestivo.

Just Let It Happen
Tracklist:
1. Mountains of Broken Guns & Dreams
2. Just Let It Happen
3. All, Fall Down
4. Like a Dog
5. At Your Feet
6. 100.000 Lies
7. The Last Man On Earth