Notes To An Absent Lover
Ambizioso e imponente nonostante le sue sole nove tracce che respirano sensibilità e distillano poetica
- Artista
- Barzin
- Etichetta
- Monotreme Records
Siamo al capitolo terzo per il canadese Barzin e le sue inebrianti malinconie alt-folk tanto dichiaratamente indie quanto meravigliosamente avant. Notes To An Absent Lover porta con sè le brillanti premesse di “My Life In Rooms” ancora una volta in nove tracce e poco più di trentacinque minuti. Immaginate storie lontane che a tratti portano con sè le immediatezze pop, quasi a voler svelare i segreti di quei meravigliosi testi che delicatamente si posano sulle parti strumentali vocatamente sommesse. Attitudini cantautoriali che dalle trasparenti sensibilità a due nella traccia d’apertura “Nobody Told Me”, si concedono alle delicate ascese di “Words Tangled in Blue”, ai crepuscolari colori vibranti ”Soft Summer Girls” o alle permeanze folk di “Queen Jane” e “When it Falls Apart”. Permeanze volutamente semplici ma di straordinaria contemplazione (”Lost”) che si lasciano cullare dai sospesi dialoghi a due di “Stayed Too Long In This Place” o dalle stupende permeanze in violoncello di “The Dram Song”.
Non ha smarrito la strada Barzin ma, ancora una volta l’ha tracciata con “Notes To An Absent Lover”, ambizioso e imponente nonostante le sue sole nove tracce che respirano sensibilità e distillano poetica. Attitudini od istinti che accarezzano e rapiscono l’anima.


