Classic Rock 20 Aprile 2009

Pink Floyd – The Lunatic – Testi commentati

Leggendo questo libro ho capito perché un’amica mi confidava, diverso tempo fa, di non riuscire ad ascoltare i Pink Floyd perché inevitabilmente la facevano piangere

Etichetta
Arcana

Milioni di anni fa, quando ero un pischello, c’erano libri che raccoglievano le traduzioni dei testi degli artisti stranieri. Traduzioni spesso orribili. Già lo sapete: Internet e l’accresciuta conoscenza dell’inglese ne han fatto piazza pulita. Perciò il genere si è evoluto, sfociando nel saggio: non più solo testi con traduzione, ma una spiegazione organica degli stessi, che tenta di fare luce sul mondo di riferimenti culturali in cui si muovono i suddetti artisti stranieri, spesso tanto naturali per loro quanto oscuri per noi Italiani.

La collana Txt di Arcana muove da questi presupposti. E il bel libro di Alessandro Besselva Averame dedicato ai Pink Floyd vi fa una bella figura. Non era semplice, infatti, (rin)tracciare una linea rossa che unisse i testi di un gruppo che ha vissuto almeno tre stagioni, guidato da tre differenti leader: l’alba dorata e cariche di deliranti promesse di Syd Barrett; il meriggio ossessivo e oscuro di Roger Waters; e la sera decadente e in tono minore di David Gilmour. Non era semplice perché la strada era obbligata: la pazzia di Syd Barrett, la fascinazione preoccupata e dolente per il lato oscuro del nostro animo; il carico della “colpa” di non essere riusciti ad aiutare l’amico che diede inizio alla favola bella. Non era semplice evitare di cadere nelle banalità e nell’agiografia. A Besselva Averame almeno un applausetto va fatto per la sua abilità nel non cadere nella trappola destinata pur percorrendo binari obbligati. Si capisce che il Nostro ne sa. E ne sa non in modo improvvisato. Così evita, quando necessario, di rimanere stupidamente fermo alla scansione album per album, inserendo nel discorso i singoli e gli inediti (“Vegetable Man” su tutti) che danno un contributo non secondario al delineamento del mondo Pink Floyd. E pur essendo questo un libro di commento testuale, di qua e di là Besselva Averame riesce ad inserire accenni a come il testo viene reso musicalmente: trattandosi di canzoni e non di poesie, una cosa nient’affatto secondaria, che può cambiare significativamente il valore della parola scritta. Il risultato non è sciatto come capita spesso di leggere, pur nella necessaria brevità. E fa scattare l’insana voglia di compulsare Youtube, mp3, cd, mentre si legge. E di colpire – spesso – al cuore.

Leggendo questo libro ho capito perché un’amica mi confidava, diverso tempo fa, di non riuscire ad ascoltare i Pink Floyd perché inevitabilmente la facevano piangere. Non è poco, trovo. Grazie.