Indie 7 Maggio 2003

Meteora

Tutti gli elementi che hanno contribuito a fare dei Linkin Park un fenomeno da multiplanetario di platino li ritroviamo nel loro nuovo disco “Meteora”, metal rap e melodie di sicuro successo per un marchio ormai consolidato.

Artista
Linkin Park
Etichetta
Warner Music

Formula vincente non si cambia e allora vai con la “velina” su disco, tanto i fedelissimi non abbandonano (quasi) mai i propri idoli e aver venduto 15 milioni di copie in tutto il mondo con il primo “Hybrid Theory” non capita a tutte le giovani rock band e una major come la Warner con i tempi che corrono nel mercato discografico deve far quadrare i bilanci e non si può permettere di buttare al vento una tale miniera d’oro. Così dopo il remix album dell’estate 2002 “Reanimation”, pervaso da ritmi elettronici ed hip-hop, riecco i Linkin Park giovani profeti del nu-metal riprovarci con “Meteora”, nome apocalittico per un album tanto veloce (36 minuti) da ascoltare tutto d’un fiato e da apprezzare se si è apprezzato il loro disco d’esordio poiché questo non è che il seguito puro e semplice in perfetto stile movie Star Wars episodio secondo. Lo sforzo maggiore è stato indubbiamente quello di potersi ripetere a determinati livelli e questo forse lo si nota nella curata ricerca musicale dei cori o delle sezioni ritmiche anche se l’utilizzo dei campionatori e della pro-tools machine è costante tanto da far sembrare alcune canzoni il remake di quelle di Hybrid Theory con l’unica variazione dei testi o dei cambi di ritmo. Canzoni come “Don’t Stay” offrono al tandem composto dal cantante Chester Bennington e dal rapper Mike Shinoda una buona opportunità per esaltarne le qualità vocali mentre in “Breakin The Habit” si esprime al meglio il chitarrista Brad Delson uscendo un po’ dallo standard adottato dal sestetto americano ma il più chiaro esempio è proprio la struttura di “Somewhere I Belong” che risente della celebre “In the End” che ha dato il via alle fortune del gruppo. Purtroppo l’intero “Meteora” non lascia grandi segni tranne l’energia di una giovane band che avrebbe bisogno di un buon produttore che le permetta di osare un po’ di più e di crescere musicalmente a scapito del facile successo.