Indie 7 Ottobre 2009

Red

Come dichiarano gli stessi Datarock: “...per qualche ragione a noi ignota, tendiamo a tornare indietro nel periodo tra il 1977 e il 1982...", e questo filo conduttore voluto dal duo lo si sente per tutto l'album

Artista
Datarock
Etichetta
Nettwerk Records

Avevamo lasciato i Datarock allo scoppiettante esordio con Datarock Datarock (2005, Young Aspiring Professionals) e dopo quattro anni riecco i nostri improbabili eroi, in loro tutta rossa e con tanto di “occhialata” modello Terminator, tornare per turbare la quiete dei nostri iPod. Il duo norvegese con il loro nuovo album Red cerca di confermare tutte le buone critiche e propositi del precedente lavoro che, tanto ha fatto divertire e ballare chiunque l’abbia avuto tra le mani.

Quello che salta subito all’attenzione in Red è una nuova attitudine rispetto al passato. Ci vuole qualche ascolto per riconoscere a pieno i Datarock, in quanto questa volta sembra abbiano fatto le cose “da grandi”. Partendo dai suoni, sempre in stile ’80 ma con quell’esperienza che riesce a modernizzare un prodotto già datato e sentito; sottolineando così un’ulteriore passo in avanti del duo. La cosa importante è poi la composizione dei brani, più precisa e meno articolata rendendo ogni pezzo ancora più divertente e trascinante. In questo lavoro si sente il forgiarsi dello “stile Datarock”; un sound fresco e moderno capace di ronzarci nelle orecchie e non andarsene.

Brani come Give It Up, Dance, The Pretender o Molly trasudano emozioni tra funky rock e dance pop, ma sempre con quel tocco di romanticismo trascinante unico per i Datarock che defluisce in Amarillion e Fear Of The Death. Da considerarsi a parte è Do It Your Way: pochi minuti che mettono in luce doti musicali più vicine all’alternative rock che alle definizioni date in precedenza. Come dichiarano gli stessi Datarock: “…per qualche ragione a noi ignota, tendiamo a tornare indietro nel periodo tra il 1977 e il 1982″, e questo filo conduttore voluto dal duo lo si sente per tutto l’album.

Red è un notevole passo avanti che pone le basi per un solido futuro: di solito è il secondo album quello che mette veramente alla prova una band, ma in questo caso sarà curioso vedere fin dove i Datarock si spingeranno la prossima volta.