Emergenti 14 Novembre 2009

The Impossible Story of Bubu

Tutto fuorchè prevedibile. Un esordio esplosivo, singolare e finalmente fuori dalle righe.

Etichetta
Africantape

La prima buona notizia è che tutto suona fuorché prevedibile, la seconda è che già dal primo ascolto i chiaroscuri, le diversificazioni e i cavilli diventano un punto di forza, che ci si slanci in dialoghi strozzati o si cimentino sbalzi chitarristici e percussivi in accelerata prima o frantumata dopo.
Parliamo del progetto dei Io Monade Stanca, quattro giovani piemontesi, un esordio in sette tracce per chitarra, basso, batteria e voce, uno stile esplosivo e singolare anarchico ed ispirato da risonanze e dissonanze, il tutto catturato con tecnica e sperimentazione.
Difficile catalogarli per portare degli esempi da Big’n, passando per Joan Of Arc ai Polvo, verrebbe da pensare che per impatto ”The Impossible Story of Bubu” si accodi a quel filone della musica improvvisata, dove lo stato sonoro fluttua in un non movimento, dove militano forze maggiori che seguono i propri sonori principi d’estetica, ma nel contempo si arricchiscono da una logica indie, quella che qui va dal post all’avant-rock.
Disubbidienti i tempi, strabiche le logiche e biforcati i versi ma quello che altrove nega qui premia, è l’imprevisto che supera il gesto e la provocazione facendosi ricchezza e arte sonora. Potremmo anche fermarci qui, ma arginarsi a una traccia sarebbe riduttivo.
Il consiglio è quello di ascoltarle tutte d’un fiato da ”Abete 4321234” a ”Cristiani Non Siete Cresciuti” per poi rimanerne affascinati dalla loro fantasiosa sregolatezza.