Emergenti 13 Luglio 2010

Punto di equilibrio

Un lavoro tutto sommato sufficiente questo dei Noema, che ti lascia in completo stato di soffocamento per buona parte dell’ ascolto, ma che alla fine, forse, riesce a trovare un “Punto di equilibrio”

Artista
Noema
Etichetta
DownBridge

Nei momenti di crisi e di incertezza due sono le strade che si pongono di fronte ai Noema e tra cui bisogna scegliere: ascoltare il cuore, oppure dare voce alle chitarre. E questa seconda direzione è quella che è stata percorsa dalla suddetta band milanese, composta da voce-chitarra-basso-batteria, alla ricerca del loro Punto di equilibrio in una fase storica che di equilibrio, da qualsiasi parte si guardi, ne ha veramente poco: crisi economiche di proporzioni mondiali, disastri ambientali irrimediabili causati dall’ uomo, guerre su guerre, chi più ne ha più ne metta.

Una sensazione di smarrimento è il leitmotiv dell’intero disco che filtra sotto la pelle e si insinua un po’ ovunque; Riflessi, Il ciclo naturale delle cose e Coi piedi per terra ne sono la testimonianza, accompagnati da testi molto accurati e chitarre acide che partoriscono un mood volubile e danno un vero e proprio effetto di soffocamento. Con alcuni brani come Di cristallo –col suo arrangiamento che rimane impresso in memoria – e Appunti per un’emozione migliore ci si districa in modo tale da riuscire con affanno a riprendere il respiro, ma si tratta solo di una chimera: si torna poi in apnea, prepotentemente.

Schegge di melodie pop impastate con riff prepotenti si impossessano dell’opera come in Venere in transito; ed uno spiraglio di equilibrio viene lasciato aperto alla fine di questo concept album nella traccia acustica di chiusura Corde d’arcobaleno; perché in fondo l’ arcobaleno arriva sempre dopo una tempesta. E si torna a respirare.