The Divine Comedy live @ Circolo degli Artisti – Roma, 8 dicembre 2010
Il bello della musica è che è sempre capace di sorprenderti. Anche quando stai andando ad un concerto pensando di vedere un bel concerto senza, però, sapere che starai per assistere a qualcosa di memorabile. Questo è stato il caso di Neil Hannon (alias Divine Comedy) che mercoledì 8 dicembre si è esibito al Circolo degli Artisti di Roma per presentare il suo ultimo disco Bang Goes The Knighthood. Se poi ci fermiamo un attimo e pensiamo che quel giorno è stato il quarantesimo anniversario della morte di John Lennon, secondo me non ci poteva essere artista più indicato ad onorarne lo spirito: quello stesso spirito che ci aveva preso per mano da bambini, durante i nostri primi ascolti, per condurci in un viaggio immaginario da Penny Lane fino a Waterloo Sunset.
Neil Hannon è british fino al midollo e raccoglie a pieni titoli quell’eredità spirituale lasciata da artisti del calibro di Paul McCartney, Ray Davies ed Andy Partridge. Sul palco si è alternato suonando il pianoforte a coda e la chitarra acustica mostrando una classe ed un’ispirazione che è difficile da trovare nel panorama musicale odierno. Le sue canzoni ne sono uscite sicuramente rafforzate da un arrangiamento così scarno ed essenziale rispetto alla versione dal disco poiché, in questo caso, la sua voce è riuscita a trasmetterci (a seconda dei casi) l’ironia, la gioia e la malinconia delle sue storie senza essere confusa ed ovattata da suoni orchestrali o dover seguire a metronomo la sezione ritmica. Ed ecco che pezzi come A Lady Of A Certain Age, Assume The Perpendicular, The Complete Banker, I Like hanno iniziato a brillare di una luce ancor più fulgida.
C’è da dire che il personaggio è molto autoironico: si presenta con una pipa, una bombetta e una valigetta 24 ore quasi da pensare che, invece di scendere a Bank, sia approdato inconsapevolmente “ar Pigneto”. Gigioneggia, scherza, brinda con vino rosso assieme al pubblico, che è composto anche da molti inglesi, riuscendo a creare, all’interno della sala, la calda atmosfera di un pub.
Si diverte moltissimo al punto che improvvisamente si lancia in una versione al piano di Don’t You Want Me?” degli Human League (con tanto di falsetto femminile compreso). C’è spazio anche per vecchi successi come Everybody Knows, Generation Sex, The Frog Princess cantati a squarciagola da tutti i presenti.
Per me è stato il più bel concerto del 2010. Cheers mate!
SETLIST:
Assume The Perpendicular
The Pop Singer’s Fear Of The Pollen Count
The Complete Banker
The Certainty Of Chance
Everybody Knows (Except You)
I Like
Neapolitan Girl
Perfect Lovesong
Generation Sex
The Plough
The Lost Art Of Conversation
At The Indie Disco
Don’t You Want Me
A Lady Of A Certain Age
Songs Of Love
The Frog Princess
Our Mutual Friend
Can You Stand Upon One Leg?
Tonight We Fly
Becoming More Like Alfie
National Express


