Emergenti 17 Maggio 2011

The Double Mask Of Human Kind

Un album piacevole, in linea con il genere che con l’aggiunta del violino dona un tocco classico, quasi sofisticato al sound dei Repsel. Certamente un buon debutto che non manca di una buona dose di idee da esplorare.

Artista
Repsel
Etichetta
Nomadism Records

I Repsel si formano nel 2003. La band romana ci regala un progressive metal fedele ai canoni ma reso interessante soprattutto dal violino della cantante e violinista Marta Iacopini. Il loro album di debutto si intitola “The Double Mask Of Human Kind” sotto l’etichetta Nomadism.
Dieci tracce in cui possiamo ritrovare svariate influenze: Within Temptation, Evanescence”, Lacuna Coil… Si parte con “Fairies Of Dream”, pezzo che apre l’album e che accoglie svariate ritmiche, il violino, un assolo di chitarra, insomma, una buona apertura carica di elementi. Interessante l’intro di “No Hope” in cui a creare atmosfera è proprio il violino per poi lasciare spazio a chitarra e batteria.
Si affrontano temi legati alla guerra come in “The 6th of August 1945”, a proposito di Hiroshima, o “War Machines” più generale. Affascinante e suggestivo è l’accostamento degli strumenti in “The Constant Fear Of Losing You” affiancati dalla voce vellutata della vocalist.
Un album piacevole, in linea con il genere che con l’aggiunta del violino dona un tocco classico, quasi sofisticato al sound dei Repsel. Certamente un buon debutto che non manca di una buona dose di idee da esplorare.