New Releases 16 Ottobre 2003

Fatherfucker

Seconda prova su lunga distanza per Peaches dopo “The Teaches Of The Peaches”, album che ha contribuito a far conoscere il termine “electro clash” come nuova frontiera della musica oltranzista.

Artista
Peaches
Etichetta
XL Recordings

Nuovo album per Merrill Nisker, in arte Peaches, ex maestra elementare ora dedita ad un hardcore punk a tinte forti e condito di rap e di dosi massicce di elettronica. Canadese trapiantata a Berlino, Peaches aveva già sbalordito tutti con il suo precedente “The Teaches Of The Peaches”, un album che le aveva procurato diversi consensi e che cominciava a far conoscere il termine “electro clash” come nuova frontiera della musica oltranzista. Si era interessato al fenomeno anche uno come Iggy Pop che quando sente il fragore di suoni ossessivi e metallici, saluta tutti e va ad alzare il volume. E infatti su “Kick It” l’Iguana duetta con Peaches in una serie di schermaglie liriche urlate su una base ritmica devastante, ricca di percussioni e di suoni distorti. Ma il vero biglietto da visita di questo secondo disco è rappresentato da “I Don’t Give A Fuck” un brano scatenato e ribelle che contiene un “sampler” di “Bad Reputation” vecchio successo di Joan Jett; dal fascino ipnotico invece il “beat” infuocato e perverso di “ I U She” che si occupa di relazioni sessuali e geometria piana…
Peaches non rinuncia al rap e alle campionature ma di certo si avvicina di più al “Rock And Roll” vedi la canzone omonima eseguita con Feedom, e si avventura all’interno delle crepe più oscure della psichedelia, ascolta ” The Inch” e “ Bag It”. Martellante e ventrale “Stuffe Me Up” in coppia con Taylor Savvy, mentre è fin troppo esplicita “Shake Yer Dix” un brano che evoca atmosfere da “porno movie” e che gioca molto su quei “motherfucker/fatherfucker” che determinano poi il titolo dell’album. Irriverente e sboccata Peaches procede là dove Prodigy e Chemical Brothers si erano fermati, gioca con l’elettronica e con il rock pesante, si immola con tutta se stessa alla critica del perbenismo, dell’ipocrisia e della morale comune, e traccia davvero una strada diversa per chi è sempre in cerca di nuove emozioni.