Indie 27 Settembre 2011

Trans-Love Energies

La band britannica ha ripescato dal proprio scaffale di dischi il ripiano “anni ’70-‘80” aggiungendovi la propria identità multiforme

Artista
Death in Vegas
Etichetta
Drone Records

Fluttuare mentalmente nello spazio cancellando i limiti che determinano una percezione temporale precisa, guardare attraverso un piccolissimo foro e accorgersi che al di la del muro c’è una lunghissima carovana caleidoscopica e psichedelica che si sta avvicinando sempre di più, rimanere sorpresi di quanto si è visto e aspettare l’impatto emotivo con energie trans-amorose: questo è il seme dal quale fiorisce l’ultimo album dei Death in Vegas.

La band britannica ha ripescato dal proprio scaffale di dischi il ripiano “anni ’70-‘80” aggiungendovi la propria identità multiforme e ha dato vita a questo Trans-Love Energies, album di dieci tracce (molte delle quali superano i quattro minuti e mezzo di durata…) nel quale il senso di spaesamento emotivo assieme all’equilibrio tra sonorità rock ed elettroniche tendono la mano a voci fredde e rarefatte che sembrano provenire dallo spazio (importante l’apporto di Katie Stelmanis in tre tracce) e a melodie calde e malinconiche generate da cicatrici sentimentali tutt’altro che chiuse.

A sette anni di distanza da loro precedente lavoro, Satan’s Circus del 2004, i Death In Vegas aggiungono un altro tassello al complesso e multiforme mosaico musicale della loro carriera, un tassello che se spolverato non riesce a nascondere l’eco dei New Order e il suo essere dark ma che completa al meglio l’immagine di quello che il gruppo inglese è adesso, nonostante vari cambi di line-up e sbandamenti creativi.