Emergenti 5 Novembre 2011

Neoclassico

I tre producono un suono jazz nelle intenzioni e nell’attitudine, fatto di intensi intrecci ritmici, di svisate punk e dialoghi serratissimi fra sassofono e chitarre impazzite.

Artista
Neo
Etichetta
Megasound

Avevamo avuto già ricevuto altro materiale di pregiata fattura della Megasound, della stessa pasta appare il disco dei Neo, band strumentale registrata da sua onnipotenza Steve Albini e missata in un secondo momento dall’altra costola divina degli Shellac, mr. Bob Weston. Il terzetto Neo comprende Manlio Maresca alla chitarra, Carlo Conti (non il lampadato) al sax tenore e Antonio Zitarelli alla batteria.
I tre producono un suono jazz nelle intenzioni e nell’attitudine, fatto di intensi intrecci ritmici, di svisate punk e dialoghi serratissimi fra sassofono e chitarre impazzite. Sin dall’opener ”No. 5 (J.S. Bach)” si ha la sensazione di essere di fronte a dei veri e propri fuori classe. La musica prodotta viene catturata dalla magia di Steve che ne imprigiona i suoni senza però denaturare la personalità della band.
La spigolosa e psicotica ”Mechanical Disfunction”, con i suoi cambi ritmici e gli avvitamenti che solo un Mig può fare, è la chiara dimostrazione che questi ragazzi fanno sul serio. Non da meno è la sua gemella ”Good Morning” fatta di arpeggio ossessivo per il quale anche Robert Fripp si fermerebbe un attimo a riflettere.
”Le Invenzioni (1,2,3,4)” sono le uniche tracce dove lo stretto dialogo fra chitarra e sax esclude le pelli. La struttura di Bach viene stravolta e rimodellata dalle sapienti dita di Maresca.
”Unjustified Restriction” è la rivincita della batteria che procede in modo marziale per poi partire in velocità creando un’atmosfera ansiogena che toglie il fiato. Per i fuochi d’artificio ritmici invece potete rivolgervi a ”FF FF”, schiacciante brano dall’andamento cangiante che potrebbe farvi venire un labirintite; insomma una specie di ‘divertissement’ colto che impegnerà la vostra pazienza e logica come in un dei migliori giochi della settimana enigmistica.
”Neoclassico” consta di tredici nuovi brani frutto di incastri ritmici sempre più frenetici, di eccentriche destrutturazioni e di un caos ordinato nato dalla fusione fra jazz, blues e punk. L’ironia, l’originalità e la passione creano musica indigesta, fatta di continui scossoni a cui si aggiungono momenti di relativa pace per metabolizzare il tutto. Descrivere “Neoclassico” brano per brano sarebbe pedante, provare a spiegarne la bellezza risulterebbe arrogante, l’unica cosa che vi rimane da fare è immergervi in brani come ”Blues”.
I Neo sono italiani ma proiettati mentalmente ben oltre le Alpi, insomma uno dei nostri fiori all’occhiello.