Indie 3 Novembre 2003

Happy Songs For Happy People

Quarto album per questo gruppo scozzese dedito, da tempo, ad una rilettura assolutamente originale dei dettami stilistici del rock…

Artista
Mogwai
Etichetta
Play It Again Sam

Nuovo album per questo gruppo scozzese dedito, da tempo, ad una rilettura assolutamente originale dei dettami stilistici del rock. Brani rigorosamente acustici e quasi esclusivamente strumentali, chitarre soffuse, atmosfere rarefatte e sognanti in un fondo di lucida disperazione, fredda, senza lacrime che a dir poco contrasta con il titolo, volutamente ironico, del disco. Si tratta del seguito ideale a “Come On Die Young”, e adesso l’impostazione sonora della band di Glasgow sembra trovare una maggiore maturità compositiva e il disco, nel suo insieme, mostra per intero la sua linea musicale, fatta di morbide asperità, tentativi melodici, ripiegamenti elettrici che a volte sfuggono di mano alla band e rivelano tutta quella acidità interna, talvolta provocatoria e ossessiva, che a loro appartiene di diritto, ma che è tenuta a freno, con determinazione e calcolo artistico. Un album tutto da scoprire, che si prende cura dei dettagli, che è adatto a chi non si accontenta delle risposte più facili, delle più banali ovvietà di una musica da intrattenimento o che spara forte sì, ma a salve. Un disco per chi riesce a cogliere le emozioni più vere e prova a dare luce alle immaginazioni del dormi veglia, solitamente assopite nella nostra mente. “Hunted By A Freak”, “Killing All The Flies” e la bellissima “Ratts Of The Capital”, manifesto ideale dello stile della band, sono solo alcuni dei titoli delle composizioni che più restano impresse, ma anche l’enigmatica “ I Know You Are But What Am I?” e l’evolversi struggente, la malcelata rabbia di “Stop Coming To My House” troveranno facilmente posto nell’anima di chi ascolta.