Cieli di Sicilia
Maurizio Giammarco ha deciso di ispirarsi alla Sicilia, traducendo in musica alcune suggestioni che l’isola italiana gli aveva trasmesso durante i suoi viaggi.
- Etichetta
- Anaglypos Records
Quando il contrabbassista Nello Toscano ha commissionato una suite a Maurizio Giammarco, quest’ ultimo ha deciso di ispirarsi alla Sicilia, traducendo in musica alcune suggestioni che l’isola italiana gli aveva trasmesso durante i suoi viaggi.
L’album si apre così con “Il Cielo di Segesta”, dove spicca il flicorno di Dino Rubino, e dove il tappeto sonoro, unito ai fiati all’unisono, crea un senso straniante che solo i luoghi mitologici sanno dare. Mentre nel brano “Il Cielo di Catania” la melodia è più vivace, il ritmo più incalzante e discontinuo, e gli strumenti ricreano i suoni di una realtà moderna, e di una città trafficata e caotica. Invece l’angoscioso brano “Il Cielo di Capaci” porta alla memoria la storia dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
L’album “Cieli di Sicilia” contiene, oltre all’omonima suite, altri tre brani commissionati dall’Orchestra Jazz del Mediterraneo (OJDM): “Migration”, “Eroi qualunque” e “Caravan” di Juan Tizol, brano con cui si chiude l’album, un classico della musica jazz completamente riarmonizzato.
Nove dei dieci brani sono composti e arrangiati da Maurizio Giammarco e l’impianto base è quello di una grande orchestra classica dove emergono i solisti (soprattutto Dino Rubino al flicorno che si contraddistingue per una liricità e un suono morbido e pastoso, e Maurizio Giammarco al sax).
Le composizioni virano a seconda dell’ispirazione e l’orchestra diventa più sperimentale, o più tradizionale ricordando quelle storiche.
TRACCE:
1. Il cielo su Segesta
2. Il cielo su Catania
3. Il cielo su Ortiga e Ibla
4. Il cielo su Capaci
5. Il cielo su Bagheria
6. Il cielo su Erige
7. Sicilian Blues
8. Migration
9. Eroi qualunque
10. Caravan


