Indie 24 Aprile 2012

Open Your Heart

Sarebbero sicuramente piaciuti un casino a Lester Bangs, con le loro esplosioni di energia improvvise, sempre controllate e tenute a bada dai riff usati per mettere ordine nel big bang di chitarre che fa da base a tutti i brani

Artista
The Men

The Men sono la classica rock’n roll band americana, con più rock e meno roll, nel senso che a prevalere è l’anima più grezza del genere: tanto per capirci un mix tra The Buzzcock ed i Sonic Youth (con decisa preminenza dei primi), un mix di rabbia testosteronica mescolato con lunghe parti musicali oniriche ma sempre molto “immediate”.
Anche loro un po’ tristi (probabilmente pure in America c’è poco da stare allegri) nel mood generale, che trasuda frustrazione e rabbia. Ma come dar loro torto!?! Citazioni di riff presi a piene mani (o meglio a piene dita) dall’heavy metal completano il quadro di un gruppo underground seminale. Un tuffo in un non luogo musicale, senza tempo.

Riuscire a descrivere tramite aggettivi la musica contemporanea è un’impresa che “butta giù” e che avrebbe fatto fumare anche le meningi allenate di Lester Bangs. Una cosa è però sicura: i The Men, a prescindere dalle parole usate per classificarli, sarebbero piaciuti un casino anche al famoso critico americano. Con le loro esplosioni di energia improvvise, sempre controllate e tenute a bada dai riff usati per mettere ordine nel big bang di chitarre che fa da base a tutti i loro brani.
Lontani anni luce dalla quadratura del cerchio (che ogni discografico vorrebbe) loro riescono ad inserire anche una ballata (Candy) che sembra resuscitata dagli anni 70 (una cosa stile Thin Lizzy ma molto meno “educata”) per poi passare ad un pezzo (Cube) che sembra il b-side di Incesticide dei Nirvana.

I The Men (da non confondere con una omonima band californiana che ebbe vita breve intorno alla prima metà degli anni Novanta) riesumeranno la vostra anima rock… se mai ce l’avete avuta!