Il Silenzio è d’Argento
Una fotografia di quello che ci sta attorno, una voragine emotiva che risucchia le sfaccettature di un’epoca distratta, in cui tutti dovremmo lasciare spazio al suono, all’emozione e non farci assalire da un caotico silenzio.
- Artista
- Efram
- Etichetta
- POGOSELVAGGIO! Records
”Il Silenzio è d’Argento” perché probabilmente in una società così caotica e in tempo di crisi come questi l’oro è una rarità. Gli Efram, trio della provincia di Torino costruiscono un’opera ponderata e scandita da precise sensazioni che vengono anticipate da un’Intro che a mo’ di carillon conduce alla prima parte di quest’avventura che si snoda in uno strumentale in costante crescendo che esplode in un rock dal sapore anni ’80 per suoni e nel post-rock per struttura.
La seconda parte muove chiaramente dal jazz e pian piano si curva sul peso di momenti onirici e scalate emotive in cui le chitarre trainano l’emozione. La terza parte si sviluppa dalla ritmica del precedente brano e vira sempre più verso un lato oscuro, pericoloso, ancora una volta inframezzato da ripartenze potenti e fasi in cui la tensione viene rilasciata e magari addolcita dalle note gravi del basso e da accenni di batterie, poi arriva il riff di chitarra che quasi sempre è una sirena che ridesta un certo vigore sonoro che prende il sopravvento come un temporale estivo. Il quinto ed il sesto episodio continuano a risentire degli scenari melodici gotici dei brani precedenti, prima di sfociare nel Finale in cui è palese che il silenzio del titolo si riferisce ad un’assenza di parole che non fa che accentuare la presenza del suono e del rumore.
Una fotografia di quello che ci sta attorno, una voragine emotiva che risucchia le sfaccettature di un’epoca distratta, in cui tutti dovremmo lasciare spazio al suono, all’emozione e non farci assalire da un caotico silenzio.


