Flowers Ep
Tra distorsioni lisergiche e maree fluide, sogno evanescente e realtà più corposa, i Margareth sfornano in definitiva un Ep interessante, restituendo la magia di uno spazio siderale di suoni ben assestato.
- Artista
- Margareth
- Etichetta
- Macaco Records/Audioglobe
Dopo i due album “White Lines” (2010) e “Fractals” (2012 – con la produzione di Giovanni Ferrario e Marco Tagliola), i Margareth ampliano gli orizzonti immergendo il loro sound in una sorta di nebulosa sintetica che fluttua tra elettronica spaziale, acidità strumentali, istanti rarefatti e semi inconsistenti.
L’ep ”Flowers “ contiene dunque una galassia di quattro brani pregni di onirismo uditivo e sonoro, fugace e solido, sonorità che ruotano attorno a un vortice di suoni evanescenti e grevi al contempo. Una spirale melodica che vibra tra forza aggressiva e ritmiche sghembe in Asimov, per poi scivolare nella gradevole eleganza pianistica pennellata di synth di Flowers e nella ballata sintetica di Help You Out.
La chiusura viene affidata al sogno distorto di Maze. Una dissoluzione di forme ritmiche che richiama Radiohead e Sigur Ros “intarsiati” di Flaming Lips così come loro stessi affermano. Tra distorsioni lisergiche e maree fluide, sogno evanescente e realtà più corposa, i Margareth sfornano in definitiva un Ep interessante, restituendo la magia di uno spazio siderale di suoni ben assestato.


