Indie 23 Ottobre 2014

Helmet live @ Circolo degli Artisti – Roma, 16 ottobre 2014

Dopo due anni di assenza gli Helmet tornano a Roma per una particolare ricorrenza. Il concerto sarà infatti accentrato attorno alla celebrazione del ventennale del loro terzo album ‘Betty’.

Sarà che il poliedrico ‘Betty’ era caratterizzato da un’impronta più sperimentale e che la band newyorkese ha scritto pagine importanti nella storia del metal, ma a saltare all’occhio non è tanto la copiosa affluenza di pubblico, quello è il minimo, più curiosa è la sua varietà.
Al Circolo degli Artisti infatti ci sono tanti individui di tutte le età (anche padri con figli) evidentemente provenienti da differenti ambienti e realtà musicali, tuttavia uniti stasera davanti allo stesso palco. Un dettaglio non da poco che probabilmente meglio di altri esempi rende onore alla seminale formazione capeggiata da Page Hamilton. Lo show è fatto di due ore intense, scandite da riff serrati e potenti che esaltano e riportano in auge i cavalli di battaglia del gruppo americano.

Il live è suddiviso in due set: il primo interamente dedicato a ‘Betty’, mentre nel secondo si va ancora più a ritroso nella discografia, rispolverando i classici dei primi due album, ‘Strap It On’ e ‘Meantime’.
La band interagisce poco con il pubblico, Hamilton manifesta soddisfazione e sfodera sorrisi tra una birra e l’altra durante le brevi interruzioni. Gli Helmet infatti non si dimostrano “freddi” in realtà, ma preferiscono evidentemente rispondere al gradimento dei presenti macinando una canzone dopo l’altra. Seppur l’unico superstite della formazione originale sia Hamilton, che non sembrerebbe aver perso smalto con il passare degli anni, gli innesti dei “nuovi” componenti (Dan Beeman alla chitarra, Dave Case al basso e Kyle Stevenson alla batteria) si rivelano vincenti e convincenti, garantendo una sezione ritmica più che all’altezza della fama e della memoria storica di questa band.

Lo show si rivela un revival riuscito che ci riconsegna un gruppo fondamentale nel suo genere, che ha ispirato molto parecchi interpreti odierni, ma è anche un appuntamento con il futuro, ovvero l’uscita di un nuovo album che dovrebbe avvenire l’anno prossimo, trasformando i saluti finali in un probabile “arrivederci”.

SETLIST:

Wilma’s Rainbow
I Know
Biscuits For Smut
Milquetoast
Tic
Rollo
Street Crab
Clean
Vaccination
Beautiful Love
Speechless
The Silver Hawaiian
Overrated
Sam Hell
Give It
So Long
Renovation
Welcome To Algiers
Bad Mood
(High) Visibility
Unsung
She’s Lost
Just Another Victim
Ironhead
Rude
Repetition
FBLA
FBLA II
In The Meantime