Indie 22 Dicembre 2015

The Miraculous

Racconti magici, atmosfere lontane e ricordi di infanzia vengono tutti rievocati attraverso un ricorso a dir poco massiccio al monumentale organo a canne progettato da Gerard Woehl

Etichetta
City Slang

L’avevamo apprezzata sul precedente ‘Ceremony’ per quelle atmosfere oscure, dense di mistero che sanno regalare veri e propri momenti di estasi musicale. La ritroviamo adesso con ‘The Miraculous’ e dobbiamo proprio dire che Anna Von Hausswolff, giovane compositrice ed interprete svedese, possiede del talento vero che le consente di destreggiarsi fra elettronica e melodie tradizionali con assoluta disinvoltura.

Il nuovo album si dipana con drammaticità epica a partire da quelle storie “miracolistiche” che le raccontavano i suoi genitori quando Anna era ancora una bambina. Brani sempre di grande spessore che rispondono a titoli come The Hope Only Of Empty Men, Pomperipossa e Evocation, ci mettono di fronte ad una musica profondamente ispirata che trova sbocco naturale nel canto gotico di Anna, il cui volto – completamente privo di luce e parzialmente nascosto dai lunghi capelli biondi – compare sulla copertina dell’album.

Racconti magici, atmosfere lontane e ricordi di infanzia vengono tutti rievocati attraverso un ricorso a dir poco massiccio al monumentale organo a canne progettato da Gerard Woehl e inaugurato nel 2012 a Pitea nella Svezia settentrionale. E’ lui, l’organo, lo strumento principale a cui si affida Anna per le sue nuove composizioni, ma quei suoni sono comunque filtrati da una partitura elettronica di forte impatto, talvolta imperiosa ed incalzante, che regala a chi ascolta intense emozioni.