Classic Rock 9 Settembre 2016

II

Sette lunghi brani disegnano la mappa che permette di orientarsi nel ricco e variegato mondo PROG della band italiana

Artista
Mad Fellaz
Etichetta
CD autoprodotto

Il titolo non mente: “II” è il secondo album degli italianissimi Mad Fellaz che ci regalano uno splendido disco di prog rock ricco e sontuoso. Gli otto musicisti che compongono l’ensamble lo arricchiscono con le loro differenti ispirazioni e capacità formando una band con davvero tante cose da dire; questa esuberanza espressiva non poteva essere contenuta nel solito connubio chitarra/basso/batteria rendendo spontaneo l’uso di altri strumenti come i fiati e le percussioni; compare anche una bellissima voce femminile che grazie alla sua determinata delicatezza (o se vogliamo alla sua dolce determinazione) abbellisce le parti alle quali partecipa.
La tecnica dei musicisti è davvero eccellente e si sprigiona in splendidi assoli e in godibilissime intelaiature strumentali. Il disco si dipana con brani lunghi e articolati che vanno gustati con attenzione perché ricchi di notevoli spunti; ma anche se la lunghezza potrebbe far pensare ad un classico prog rock bisogna ammettere che racchiudere il disco entro un unico genere è davvero riduttivo: l’album si apre infatti con percussioni caraibiche accompagnate da un riff di chitarra dalle radici anglofone soppiantate poi da un intreccio di fiati puramente jazzistico (Hollow Shell) e mantiene per tutta la sua durata questa verve poliedrica.
Anche Me gusta con il suo imprinting latino onora la diversità e la ricchezza espressiva della band che ha dichiarato: «Le influenze che ci caratterizzano sono di svariati generi (prog certamente incluso) e vengono mescolate in modo tale da dare originalità a questo progetto». Un progetto davvero valido e innovativo che pone al centro la voglia di suonare senza limiti precostituiti e l’incessante ricerca di nuove sonorità.