Emergenti 26 Febbraio 2017

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Otto brani diretti, vivaci, elettrici, con testi coraggiosamente in italiano, che poggiano su un sound asciutto ma ricco di sfaccettature "rubate" a tre decenni di rock albionico

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Il combo reggiano è una sorta di supergruppo formato da veterani della scena locale. A partire dal frontman, da cui prende il nome, già al lavoro con The Substitutes e The Youngs, gruppi tributo rispettivamente a The Who e Neil Young. Ma ci sono anche Piergiorgio Bonezzi (Desnudo, Piccoli Omicidi) alla chitarra, Luigi Tocci (The Substitutes, Cipango) al basso, Christian Borghi (Graziano Romani) alle tastiere e Marco Falavigna (Cocco & Falawine) alla batteria.

Non c’è da stupirsi, quindi, che l’omonimo album d’esordio dell’ensemble, anticipato dallo spassosissimo singolo apripista La Sentenza, sia parecchio derivativo. Tuttavia, originale. Otto brani diretti, vivaci, elettrici, con testi coraggiosamente in italiano, che poggiano su un sound asciutto ma ricco di sfaccettature “rubate” a tre decenni di rock albionico. Dagli Anni ’60 ai ’90. Da Animals, Kinks e Small Faces fino a Blur e Ocean Colour Scene passando per The Jam. Brit-pop nel senso più estensivo della definizione, che include beat, mod, psichedelia e molto altro. Perchè per omaggiarla bisogna prima conoscerla, la storia