Denti
La band capitanata da Guido Lettieri, nel suo rifarsi agli stilemi grunge e classic-rock Anni '70, si segnala per i suoni caldi e avvolgenti dati dalla chitarra acustica usata al pari dell'elettrica, con il supporto di un'ottima sezione ritmica
Due coppie di brani presenti nel loro disco d’esordio danno l’idea dell’anima bipolare che caratterizza l’ensemble salernitano: da un lato Perdonare e Dentro, due ballate quasi completamente unplugged; dall’altro Mi Sveglio e Salvami, dinamiche e incazzate.
La band capitanata da Guido Lettieri, nel suo rifarsi agli stilemi grunge e classic-rock Anni’70, si segnala per i suoni caldi e avvolgenti dati – appunto – dalla chitarra acustica usata al pari dell’elettrica, con l’aggiunta di una sezione ritmica che, a seconda dei casi, “pò esse fero e pò esse piuma”.
Il titolo è lo stesso di un film di qualche anno fa in cui la protagonista aveva all’interno della vagina due incisivi a punta coi quali tranciava il pisello agli sfortunati partner di letto. A questi livelli di spigolosità i quattro non arrivano, ma ci mettono niente a ingrugnirsi.
Due degli episodi migliori sono infatti l’esaltante Seropram e il singolo di lancio Ruggine, in cui suonano anche i Winstons di Roberto Dell’Era (voce e basso) ed Enrico Gabrielli (synth).
Da annotare e possibilmente andare a vedere live


