Emergenti 27 Aprile 2017

Se mi copri rollo al volo

L’artista pisano propone col suo pop-rock d’autore uno strano antidoto per salvarsi dai mali della nostra società: la riscoperta del gioco, in tutte le sue forme

Artista
Novi
Etichetta
VREC

Dopo aver fatto parte del duo pisano Gatti Mézzi e aver vinto il Premio Ciampi, il compositore e musicista Tommaso Novi pubblica finalmente il suo primo disco solista; l’autoironica copertina e il titolo colloquiale descrivono perfettamente l’album che è caratterizzato da un pop rock all’italiana composto da arrangiamenti raffinati e basati soprattutto sulla tastiera suonata dallo stesso autore. Se mi copri rollo al volo è una sorta di concept album strutturato come un videogioco in cui canzone dopo canzone la vita esperenziale di Novi progredisce e avanza di livello: ci viene raccontato di come costruisce la sua casa, di come trova l’amore e progressivamente di come affronta periodi di confusione e apatia, fino a tratteggiare un percorso di disincanto che può raggiungere la guarigione soltanto grazie ai videogames. Il suo stile compositivo, colto ed elegante ricorda Lucio Dalla, Rino Gaetano e a tratti DeGregori (soprattutto quando descrive il suo vero figlio Furio: abile costruttore di archi da caccia, a volte lo sento la notte girare sui tetti in cerca di nidi di merlo per staccargli il becco e fabbricarne punte per le frecce che si può associare al giovane esploratore Tobia). I testi arguti e surreali sono il vero valore aggiunto di quest’opera; parlando della sua casa per esempio, la definisce:

…quasi come una chiesa e all’altare i miei giochi mi chiamano, mi chiamano, mi chiamano. Io mi metto un mantello che se premo la F sparisco e mi vedete nel cielo

Oppure:

E tenendoci per il mouse voleremo ad alta risoluzione in un cielo a 1920×1080 e sentiremo il vento anche se è finto anche se è un Philips a 3 velocità

La stralunata Paolo Luposcuro con solo piano e voce racconta del rapporto (vero) tra Novi e un compagno di giochi frequentato esclusivamente in rete da quasi vent’anni; non conosce niente di lui, ne nome ne provenienza, sa solo che è un ottimo fuciliere e un ingegnoso stratega; insomma il compagno di giochi ideale con un unico difetto: ha la connessione lenta.

Da osservatore che lancia sguardi critici sulla condizione odierna, Novi ne esce deluso ma persevera nella ricerca della redenzione e propone il suo particolare antidoto ai mali della società moderna: la ludoterapia; che si parli di schermaglie di coppia o di infinite sedute di fronte ad una consolle, l’importante è che la voglia di giocare non ci abbandoni mai.