Shared Loneliness
Le atmosfere anni Ottanta, imbevute di dark-wave e post-punk, permeano il disco, all'interno di visioni sonore che sul passato modellano trame ritmiche più contemporanee
- Artista
- Secret Sight
- Etichetta
- Unknown Pleasures, Manic Depression
Dopo l’esordio con Day.Night.Life, gli anconetani Secret Sight, tornano con Shared Loneliness, uscito per Unknown Pleasures e Manic Depression e prodotto da Alessandro Ovi Sportelli (Prozac +, Baustelle, Diaframma, Zen Circus).
Le atmosfere anni Ottanta, imbevute di dark-wave e post-punk, permeano il disco, all’interno di visioni sonore che sul passato modellano trame ritmiche più contemporanee. Echi di Joy Division e Cure si mescolano così a risonanze più moderne à la Interpol ed Editors, mentre un’oscurità dal sapore gotico smuove l’alienazione e il declino che attraversa i testi.
Suggestioni che volgono lo sguardo al crepuscolo ammantate da nebbie sonore dunque e che, rispetto al precedente album, si fanno più mature, eleganti e intimamente profonde.
Un disco di genere per gli amanti del genere che, seppur a tratti derivativo, riesce bene a inquadrare il suo sound, classico e puro, e quella desolazione decadente, destabilizzante e dolce al contempo, della malinconia e della solitudine che si apre alla speranza


