Classic Rock 29 Luglio 2004

Retriever

Questo di Ron Sexsmith è un disco consigliato a chi ha bisogno di essere confortato da una voce amica.

Artista
Ron Sexsmith
Etichetta
V2

Non fatevi ingannare dalla faccia da eterno ragazzo, il canadese Ron Sexsmith ha appena compiuto 40 anni ed è attivo da quasi 15 anni. Che l’attenzione europea su di lui sia arrivata solo con il penultimo “Cobblestone Runway” è un altro discorso che non ci interessa affrontare. “Retriever” è il suo settimo lavoro, un’opera indubbiamente matura dove il Nostro presenta le sue personali ballate con un occhio intimo e minimale, quasi sottovoce, come a voler passare inosservato.
Ad un ascolto leggero sembrerebbe il classico disco di un cantautore innamorato degli anni ’70 di Carole King, Jackson Browne e l’Elvis Costello melodico… ma andando più a fondo nell’ascolto, ci accorgiamo che in realtà “Retriever” è ESATTAMENTE così; ne sono esempi “Whatever it Takes”, “Tomorrow in her Eyes” e praticamente tutte le altre canzoni di quest’opera, che respirano quell’aria volutamente statica e nostalgica che riesce però a non scadere nella banale caricatura grazie ad un’innata onestà e una grande sensazione di fragilità che aleggia tra gli arrangiamenti regolari e mai eccessivi.
È un disco consigliato a chi ha bisogno di essere confortato da una voce amica questo di Ron Sexsmith, perché nei suoi testi intimi e sinceri e nei suoi accordi si avverte quella gustosa aria di conforto e di confidenza che chi ha amato “1972” di Josh Rouse non può non apprezzare.