Alternative rock 29 Settembre 2021

Local Valley

A sei anni di distanza da “Vestiges & Claws”, Josè Gonzalez pubblica “Local Valley”, il suo quarto album solo, un mirabile intreccio di folk acustico e di anima latina.

Artista
Josè Gonzalez
Etichetta
City Slang

Cantautore e chitarrista svedese, nato a Goteborg da genitori argentini in fuga dalla dittatura dei colonnelli guidati da Videla, Josè Gonzalez si è imposto all’attenzione di tutti sia come solista sia come membro dei Junip, un trio svedese di indie-rock che strizza l’occhio all’elettronica.

A sei anni di distanza da “Vestiges & Claws”, Josè Gonzalez pubblica “Local Valley”, il suo quarto album solo, un mirabile intreccio di folk acustico e di anima latina. Tredici tracce semplicemente incantevoli che mettono in luce il suo straordinario “fingerpicking” che procede in parallelo con una sezione vocale che sa essere morbida e sognante. Artista multiculturale e sensibile, Gonzalez su “Local Valley riesce a mettere insieme tutte le sue diverse influenze musicali e ci offre il meglio della sua produzione. Composizioni brevi, ma ricche di contrappunti melodici che vanno dal folk alla pop music, che passano per la musica sudamericana (bossanova) e contengono ritmi africani.

Canzoni sorprendenti, che equivalgono ad altrettanti telegrammi poetici, che prendono i titoli di “El Invento”, “Visions”, “Lilla G”, “Horizons” e la bellissima “Line Of Fire”, il primo singolo tratto dall’album, conosciuto anche perché parte della colonna sonora di “Breaking Bad”. Album registrato in perfetta solitudine, ricco di brani che sono rassicuranti, talvolta ipnotici. Un disco talmente delicato che quasi sembra estraneo al mondo in cui viviamo, ma invece non è così: semplicemente lo ribalta, lo capovolge con intelligenza, ma anche con tanta grazia.