Alternative rock 18 Giugno 2022

Metronomy live @ Alcatraz, Milano – 13/06/2022

E quindi uscimmo a riveder i Metronomy. Dopo l’inferno delle cancellazioni dei concerti avvenute per colpa del Covid, finalmente i fan della band inglese indie-pop hanno potuto rivedere sul palco dell’Alcatraz Anna Prior, Olugbenga Adelekan, Oscar Cash e Michael Lovett, capitanati dal prolifico produttore britannico Joe Mount. Il collettivo è in pieno tour mondiale e avrebbe dovuto calcare il palco milanese lo scorso 9 marzo, ma sappiamo benissimo perché non sia stato possibile. A parte i dettagli, il live del 13 giugno è scoppiettante, frenetico e celebrativo: le note sperimentali e ricche di contaminazioni hanno incendiato la sala concerti dell’Alcatraz tanto da far dimenticare le calde temperature della metropoli milanese.

On stage è presente un lungo pannello bianco semitrasparente da cui si intravedono delle piante dalle larghe foglie. Per di più, si percepiscono nitidamente alcuni cinguettii registrati. L’elemento scenografico e sonoro si collega certamente alla cover di Small World, l’ultima fatica discografica dei Metronomy pubblicata da Because Music e dedicata agli effetti della pandemia, in cui compare uno scorcio naturale – i più attenti avranno poi notato in copertina la madre di Mount. L’ambiente è uno dei temi focali dell’ultimo album che riflette sul ritorno “ai semplici piaceri della vita, alla natura, abbracciando sonorità più scarne, il tutto mentre vengono poste domande esistenziali più profonde”, ha detto Mount alla stampa.

Il frontman dei Metronomy saluta calorosamente il pubblico imbracciando la chitarra acustica e intonando Love Factory, un inno d’amore che trasmette speranza e buon umore, tratto dall’ultimo disco. Il quintetto respira e interagisce all’unisono senza inciampare in nessuna sbavatura stilistica. Segnalo il contagioso entusiasmo di Olugbenga Adelekan che si diverte a dialogare con chi urla alle transenne: un do ut des. La maturità esplosiva dei Metronomy fa sì che la scaletta del concerto sia un mix di vecchi cavalli di battaglia e canzoni più fresche. Certamente, quello che colpisce è l’alternanza di melodie carezzevoli, tempi melodici giocosi, synth analogici di epoche passate. Il menù nostalgia del gruppo inglese è molto ricco: The Look, The Bay e The Light sono le portate più gustose – canzoni che esprimono un deciso tratto pop impreziosito dalla notevole songwriting di Mount.

Non manca il momento simpatia. Arrivati a una manciata di pezzi dalla fine del concerto, Mount si mette a scherzare sul cibo italiano e sulla cottura della pasta, “si usa il sale oppure lo zucchero per cucinarla?”. Una boutade per elogiare una delle tante prelibatezze dello stivale italico: il gelato. Ed ecco che spontaneamente la parola “gelato” diventa un coro e introduce Salted Caramel Ice Cream rallegrato da un arrangiamento dionisiaco. Il live si chiude con You Could Easily Have Me: un pezzo indie-rock strumentale del 2006 che spara in vena ai presenti un’irrefrenabile voglia di ballare . Dunque, ottima performance dei Metronomy che si portano a casa una valutazione a pieni voti.

Setlist

Love Factory
The Bay
Corinne
Reservoir
It’s Good to Be Back
Everything Goes My Way
Things Will Be Fine
The Light
Boy Racers
The End of You Too
Holiday
Insecurity
Loneliness on the Run
Salted Caramel Ice Cream
Right On Time
The Look
The Upsetter

ENCORE

Old Skool
Love Letters