Jazz 20 Febbraio 2025

Dreaming

Nuovo disco per il Marc Copland Quartet: un album di jazz contemporaneo sofisticato ed avvolgente, un lavoro che regala momenti di incanto a chi ascolta e che prende il titolo di “Dreaming”

Etichetta
Inner Voice Jazz

Nuovo disco per il Marc Copland Quartet: un album di jazz contemporaneo sofisticato ed avvolgente, un lavoro che regala momenti di incanto a chi ascolta e che prende il titolo di “Dreaming”. Marc Copland, al piano, è accompagnato dai musicisti che avevano già collaborato con lui su “Someday” del 2022, cioè Robin Verheyen, al sassofono, Drew Gress, al basso e Mark Ferber, alla batteria.

Il quartetto newyorchese anche questa volta non delude le attese e disegna musica a colori: ci presenta un jazz ricco di armonie, dove le influenze “post-bop” sono quanto mai evidenti e la scelta del formato “ballad” prevale su tutto.

Ci sono piaciute molto composizioni come “Eronel”, “Dreaming”, ”LST (Little Swing Tune)”, “Destination Unknown” e “Passing Through”, brani che denotano come il processo di esplorazione musicale intrapreso da Copland non si basi soltanto su una rielaborazione di influenze musicali importanti – quali quelle di Herbie Hancock e di John Abercrombie – ma venga anche dal cuore e sia quanto mai onesto e sincero.

Il dialogo costante fra il pianoforte di Copland e il sassofono di Verheyen è uno dei motivi guida dell’intero album, un disco che porta con sé un alone di mistero e di malinconia. Uno “standard” molto conosciuto, come “Yesterdays”, di Jerome Kern, permette ai singoli musicisti di offrire il meglio delle loro possibilità, grazie ad una musicalità ricca di inventiva che mescola sapientemente ritmo, melodia e dissonanza.

Da ascoltare.