Ambient/Elettronica 4 Maggio 2016

Amen

In un mix di bit che alternano alienazione nichilista a energia dance, si muovono emozioni differenti, mentre permane l'impronta alt rock delle loro origini mescolata all'attitudine elettronica stessa.

Artista
Phoenix Can Die

«Amen è uno stato d’animo, il senso di oppressione che proviamo quando abbiamo poco spazio e sentiamo di non riuscire a starci dentro».
(Phoenix Can Die)
”Amen” è il debut album dei Phoenix Can Die, duo electro-rock nato dalle ceneri della band bolognese Rock Destroy Legends. Mirco Campioni e Riccardo Franceschini, meglio conosciuti sul web come Mirco IsDead e Richard Blackstar grazie al loro lavoro da tattoo artists, danno vita a pulsioni elettroniche che, proprio come tatuaggi sulla pelle solcano indelebili le visioni del suono digitale.
In un mix di bit che alternano alienazione nichilista a energia dance, si muovono emozioni differenti, mentre permane l’impronta alt rock delle loro origini mescolata all’attitudine elettronica stessa.
In questo universo fatto di suoni, batteria e chitarra si uniscono a synth e drum machine, tra movimento e trame rallentate, luce e buio, spazi claustrofobici (Buio, Artax) e robuste aperture da ballare (Wasted, Opium For The Masses 2.0).
C’è ancora del lavoro da fare tale da rendere il progetto più originale, fresco e ricercato a livello sonoro, ma il disco si lascia ascoltare, mentre il ritmo riesce a traghettare l’ascoltatore nei suoi mondi digitali, ben rappresentando la fusione tra sudore live e fibrillazione “alcolica” da club.