Careful of Your Keepers
Sebbene gli album universalmente riconosciuti come i migliori di tutti i tempi siano quelli sorretti da più di una decina di canzoni, personalmente tendo a preferire i dischi con al massimo dieci tracce, anche se di certo non mi precludo certo l’ascolto di quelli che per così dire si “protraggono a lungo”. <br>“Careful of Your Keepers“ dei This is The Kit, band britannica capitanata dall’eclettica Kate Stables, appartiene proprio a quella categoria di lavori discografici che fanno dell’intensità musicale uno dei loro punti di forza, tanto da essere compresso in soli trentaquattro minuti di sonorità folk, strimpellate di banjo e testi introspettivi.<br>
Elvis
Elvis, nono album in studio del terzetto di Montepulciano, è il classico disco multistrato che necessita di più ascolti per carpirne le tante sfaccettature, da valutare poi con sommaria calma e a bocce ferme per non essere indotti in errore o in tentazione.
Guerra fredda
Guerra fredda è la summa musicale del Clavdio-pensiero, contraddistinto da una spiccata propensione a guardare in faccia la realtà delle cose senza rinunciare a lanciare stoccate sarcastiche e ciniche, dotate anche di una certa profondità, il tutto accompagnato da arrangiamenti abbastanza variegati e non troppo complessi.
Small World (Special Edition)
La nuova veste musicale dona a Small World dei Metronomy una profondità sonora tutt’altro che scontata, anche per via della varietà di artisti che hanno risposto presente all’appello del gruppo inglese, bravi nel rendere ancora più speciale un album comunque piacevole da ascoltare anche nella sua versione originale.
Tana
Tana è un buonissimo battesimo musicale, un album estremamente piacevole da ascoltare, oltre ad affibbiare a lyl l’etichetta della cantautrice “da tenere attentamente d’occhio” da qui ai prossimi anni.
Anywhere But Here
Anywhere But Here dei Sorry è la sorpresa che sotto sotto un po’ ti aspetti ma che, musicalmente parlando, riesce a meravigliare ugualmente poiché rappresenta un lavoro migliore e più ambizioso di un album di debutto comunque positivo.
The Alchemist’s Euphoria
The Alchemist’s Euphoria è un disco propositivo e dotato di una certa freschezza musicale, sicuramente euforico grazie alla creatività di Serge, ma che sembra aver smarrito l’alchimia dei bei tempi andati.
Miracoli e Rivoluzioni
Il quarto album in studio dei Foja conferma l’ottima capacità musicale e di scrittura della band napoletana, che è riuscita a tirare fuori dal cilindro un album sì concepito durante il lockdown ma spiritualmente libero e ispirato.
Parole di Baustelle
Il lavoro di Marte offre molteplici spunti di approfondimento per tutti coloro che mirano ad arricchire il proprio bagaglio culturale, ma può anche essere considerato una sorta di “dietro le quinte” che racconta la genesi di alcuni dei brani più rappresentativi della band toscana attraverso le parole degli stessi musicisti.
Arco
Una piacevole digressione che mette in risalto le qualità vocali e tecniche di A.A. Williams, sempre più protagonista della scena musicale londinese e capace di riscontrare una notevole dose di gradimento anche al di fuori degli ermetici confini inglesi.