Blue Banisters
Blue Banisters è l’ultima opera musicale firmata dalla cantautrice nativa di New York, che va a incolonnarsi al precedente Chemtrails over the Country Club pubblicato appena sette mesi fa, a sua volta accompagnato da omonimo libro di poesie che ha fatto risaltare la vena creativa di un’artista a tutto tondo.
Somewhere
La naturalezza del disco d’esordio del progetto targato Gianluca Mancini e Massimiliano Fraticelli, si evince in quella che è une delle sue particolari peculiarità: gli archi e il pianoforte dell’opera musicale sono stati registrati nei luoghi e nelle situazioni più disparati senza mai fare tappa in uno studio di registrazione per preservarne la genuinità, per quello che è una sorta di vagabondaggio creativo concettualmente interessante a cui hanno preso parte differenti musicisti. Uno dei punti di forza di questo album strumentale è che l’aver volutamente smarrito la voce ha conferito ai The Lost ABC una capacità comunicativa che vale più di mille parole
Psychodonna
Fuori dalla sfera baustelliana, Rachele Bastreghi è una “psychodonna” in piena regola che spudoratamente racconta in musica l’amore libero e rivoluzionario, e lo fa con un sound energico, ad ampio spettro ed estremamente curato in ogni singola componente.
Apolide
Nell’ascolto del singolo “Due secondi fa” emerge quella che è la visione musicale dell’artista classe ‘92, accompagnato in questa sua prima avventura dalle percussioni di Alessio Sica, il basso di Roberto Bozza, il violoncello di Monia Massa e le chitarre di Marcello Vitale e Dario di Pietro.
A tu per tu con me stesso – 31Salvitutti
Angelo Bianco racconta Flo ed il suo ultimo album 31SALVITUTTI attraverso un'intervista a sé stesso.
Forever
Un album semplice, altrettanto accessibile da destrutturare per chi vi giunge all’ascolto con un orecchio musicale rodato e sintonizzato sulla grande scuola autoriale italiana (da De André a Battiato), quella a cui l’artista in questione non ha mai smesso di ispirarsi. Essenziale non descrive così soltanto l’insieme di arrangiamenti e accompagnamenti sonori, ma soprattutto il fabbisogno di Bianconi di partorire un disco intimista e realizzato a sua immagine e somiglianza, dover potersi specchiare per tutto il tempo necessario
Il nuovo nemico
Si fanno chiamare Otto ma sono in cinque, e tanto per rimanere in tema di numeri, quattro sono le tracce che compongono il loro EP d’esordio “Il nuovo nemico” pubblicato l’11 settembre per l’etichetta Apogeo Records.
Green
La prima parola che mi è venuta in mente dopo aver ascoltato l’album d’esordio di A Lemon (nome d’arte di Alessandro Moncada)? Freschezza. Ma sapete qual’è la cosa paradossale? Che questa benvenuta brezza musicale si rifà in parte alle atmosfere sonore psichedeliche tipiche degli anni ‘70, distanti da noi mezzo secolo ma quanto mai attuali e per niente vetusti per chi riesce a interpretarli nella maniera corretta, come nel caso di A Lemon<br>
Archetype
Nei ventidue minuti (e venti secondi) che compongono Archetype, le sei tracce strumentali mettono in primo piano le composizioni musicale partorite dalle chitarre dell’accoppiata Capalbo-Bianco e le percussioni di De Fazio. Come un libro cosparso di immagini astratte ma prive di qualsivoglia testo e didascalie, per assimilare l’operato dei Coma Berenices bisogna lavorare di fantasia e abbandonarsi totalmente alla propria sfera emozionale. Applicato questo concetto in chiave musicale, “Archetype” diventa così un album da sfogliare con l’immaginazione durante questa sensoriale traversata cosmica, dove a risplendere in queste depurate notti primaverili è lei, la scintillante Chioma di Berenice
Da qui i grattacieli erano meravigliosi
Pur avendo legato il suo nome a due importanti gruppi italiani come Baustelle e Le luci della centrale elettrica, nell'ultimo decennio il chitarrista e polistrumentista Andrea Faccioli ha intrapreso un percorso personale che l’ha portato a esplorare territori sonori a lui più congeniali. Cabeki è l’alter ego musicale con cui Faccioli ama identificarsi e questo è il suo quarto album. Faccioli è riuscito a confezionare un album intimista e assolutamente riflessivo, che si avvale di suoni astratti e concreti per dare vita a un immaginario sonoro in cui lasciarsi trascinare tenendo gli occhi, rigorosamente chiusi, per tornare ad aprirli un domani in direzione di quei longilinei steli di cristallo e acciaio citati nel disco