“Le canzoni che scrivo sono una sorta di terapia, un modo per capire cosa succede nella mia vita”
Complice il buon riscontro ottenuto da “The Pines”, album che abbiamo recensito qualche mese fa su queste pagine, la redazione di Extra! Music Magazine ha avuto l’opportunità di intervistare Ben Slavin, l’autore del disco realizzato in collaborazione con Andrea Faccioli. Il musicista americano si è concesso alle nostre domande, tra progetti futuri e riflessioni personali sull’ambiente musicale in Italia, ecco com’è andata
Inattesi
Peron si rifà alla tradizione classica del cantautorato italiano, volto alla semplicità che non rinuncia però a sani virtuosismi, con uno stile autoriale ben definito. “Inattesi” è prima di tutto un disco personale, di quelli dettati dall’urgente bisogno di raccontare attraverso la musica le proprie emozioni<br>
Caro Mogol ti scrivo
Ha tenuto banco in queste ultime settimane la controversa proposta di legge atta a valorizzare la musica italiana, nata a ridosso della conclusione del Festival Di Sanremo. In sostanza, il 33% delle canzoni trasmesse durante i palinsesti radiofonici dovrebbe essere di matrice italica. Mogol, attuale presidente della SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) e vera leggenda della musica nostrana ha dato pieno appoggio alla proposta di legge, con tanto di comunicazione inviata agli associati affinché questi si schierino a suo favore. Adesso invece faremo un gioco, uno di quelli semplici. In questo editoriale svestirò i panni del “contributor” di Extra! Music Magazine per vestire quelli di uno degli associati che ha ricevuto l’email inviata da Mogol, rispondendo alla sua comunicazione<br><br>
Five
Il quinto disco del trio londinese è il lavoro più maturo tra quelli pubblicati finora, o perlomeno il più ispirato, letteralmente e figurativamente; non sarà un capolavoro né tantomeno una pietra miliare della musica britannica, però riesce a riscattare un precedente album con poche luci e molte ombre. I White Lies ci offrono un amalgama che funziona, e anche bene, creando una sensazione di paramnesia estremamente piacevole da ascoltare, che anestetizza quanto basta per non porsi domande superflue
Capitalist Blues
Quella di Leila è una vera e propria battaglia idealistica contro le dinamiche paventate dal (presunto) padre del capitalismo Adam Smith, in aperta critica con una società moderna ormai allo sbando. Tanti sono i “vestiti musicali indossati con fierezza dalla musicista americana di origini haitiane, vestiti variopinti e colorati, ma quello più elegante di tutti rimane l’abito blues come il capitalismo esorcizzato nel suo album<br>
I Hate My Village
Pur con i crismi del progetto parallelo altamente sperimentale, è lampante la voglia del gruppo di non fermarsi alle nove tracce ma gettare delle solide basi per il futuro. Il nuovo trio formato daFabio Rondanini (Afterhours, Calibro 35), Adriano Viterbini(Bud Spencer Blues Explosion) e Alberto Ferrari (Verdena) funziona e la comunione di intenti musicali ha dato alla luce un album di buona fattura, pensato per poter essere fruito anche oltre confine. In un periodo storico dove erigere muri e barriere è diventata prassi comune questo disco può essere un ponte ideale tra due culture agli antipodi e rappresentare un nuovo anello di congiunzione musicale tra Africa e Occidente
Smania
Il gruppo toscano con questo secondo disco ha dato vita ad un buon virgolettato musicale che assomiglia, più che a un canto liberatorio, ad un urlo disperato in cerca di aiuto, manifestando a pieni polmoni la difficoltà di essere giovani al giorno d’oggi. Lo fanno in maniera potente ed energetica: nove tracce ad alta potenza musicale dove convivono quelle che sono le esperienze del tutto personali dei quattro musicisti<br>
Take 2
Dopo l’uscita del suo ultimo album, “Rest”, la vena artistica della cantautrice francese non sembra essersi affatto affievolita, da qui la necessità di dare spazio alle sue ispirazioni recondite con questo nuovo EP continuazione e fine di un percorso musicale, a metà tra il lavoro in studio e quello della dimensione live, che coesistono amorevolmente all’interno di una raccolta che identifica alla perfezione il suo talento
Sindacato dei Sogni
Ci troviamo probabilmente di fronte al lavoro musicalmente più articolato che il trio abbia sfornato in venticinque anni di carriera. Piacevolmente ridondati i testi invece, un loop dedito a rimarcare alcuni concetti, fissandoli tra le granitiche pareti armoniche erette nell’album. L’orda di “ragazzi morti” non potrà che apprezzare "Sindacato dei Sogni", una maschera musicale ricucita assemblando i frammenti di quelle precedenti, ma con un collante sonoro di quelli forti, che sigilla un album prezioso quanto “una ceramica italiana persa in California”<br>
“Voglio vivere tutta la mia vita facendo musica, vorrei non potermi fermare mai e riuscire sul palco ad avere sempre qualcosa da dire”
ll mio primo incontro musicale con “Flo”, questo il nome d’arte della cantautrice napoletana Floriana Cangiano, risale allo scorso luglio. Nel corso di questi mesi ho avuto modo di conoscerla musicalmente ascoltando il suo ultimo disco “La Mentirosa” e i precedenti due lavori e quando poi lo scorso novembre si è palesata la possibilità di ascoltarla dal vivo, ho colto l’occasione al volo per poi chiudere il cerchio con questa attesa intervista