Chi salverà la musica?
Mi piacerebbe però sapere perché tutti raccomandano di seguire regole ben precise e prestare attenzione a determinati comportamenti, senza che ci siano però istruzioni sul come trarre giovamento da questa situazione in cui malgrado di ritroviamo senza via d’appello. Leggo di decaloghi da seguire alla lettera per evitare di estinguerci come i dinosauri e il dodo (e in fondo lo meriteremmo anche), peccato che ci sia un punto che è stato bellamente ignorato: nutrite la vostra mente, più volte al giorno. Diffidate quindi dai falsi profeti e state alla larga da chi vende fake news a buon mercato. Fate invece sentire la vicinanza alle donne e agli uomini di cultura, siano essi musicisti o pittrici, poetesse o scrittori, e son sicuro che anche loro faranno altrettanto. Nei momenti di stanca, dove la noia prende il sopravvento e si percepisce l’arrivo dell’ora più buia, è a quel punto che l’uomo deve combattere per arricchire sé stesso dal punto di vista culturale. Approfittate del ridimensionamento della vita sociale per allargare invece i vostri orizzonti musicali, culturali e quindi profondamente umani
EP
Nuova uscita discografica per un gruppo napoletano di origine, berbero di nome (il nome scelto dal quartetto deriva infatti dal “tamazight” ed è traducibile con l’espressione “vieni verso il mio cuore”) e che spazia tra sonorità portoghesi, spagnole e ovviamente partenopee. Un EP che vede i suoi interpreti muoversi abilmente su tappeti sonori e dialetti diversi ma uniti dalla passione per la musica: è possibile ascoltare i ritmi spagnoli e messicani ben rappresentati dalla tromba di Enrico Valanzuolo e dalle percussioni di Riccardo Schmitt, a cui fanno da contraltare le sezioni più ritmiche curate dalle chitarre di Dario Di Pietro, con questo insieme che risalta le abilità canore di Marilena Vitale
“Sono un orso poliedrico che crea la sua musica sull’iPhone”
Può un orso fare (ottima) musica elettronica avvalendosi unicamente di un iPhone? Sì, e quell’orso è parte di Be a Bear, un progetto musicale, o meglio, una maschera dietro al quale si cela Filippo Zironi. Quella che vi proponiamo di seguito è l’intervista a cui si è sottoposto, in cui ci ha svelato le origini del suo particolare personaggio e raccontato alcune curiosità sul suo particolare modo di creare musica affidandosi unicamente a uno smartphone
I musicisti arrivano già stanchi negli hotel – Fotodiario intimo di Baustelle in movimento
Dallo smartphone del fotografo romano Gianluca Moro e dalla penna del musicista toscano nasce questa pubblicazione che non è solo un nudo racconto per immagini dei Baustelle dentro e fuori dal palco, ma anche uno spaccato fotografico (e narrativo/testuale) che permette di conoscere meglio la band di Montepulciano quando non è staticamente impegnata in studio. Parliamo quindi di un’opera imprescindibile per i fan del trio toscano, una piacevole raccolta da sfogliare e leggere nell’attesa che Francesco, Rachele e Claudio diano alla luce un nuovo album, la cui copertina si spera venga curata Gianluca Moro, uno che tra i Baustelle è ormai di famiglia
“C’è una crepa in ogni cosa ed è da lì che entra la luce”
Massimo De Vita è il cuore dei Blindur, un gruppo napoletano nato come duo nel 2014 e diventato poi un progetto solista quando Michelangelo Bencivenga (l’altra metà del gruppo) ha deciso di prendersi una pausa. Ho avuto il piacere di intervistarlo in occasione del “Je so' Pazzo Festival 2019” per parlare di “A”, il suo disco uscito lo scorso 19 aprile, del suo tour estivo e delle sua innata capacità di raccontare la musica per immagini
Si farà giorno
Quarant’anni in due, Giacomo Clementi Chiavari (voce e drum machine) e Jacopo Dominici (synth e tastiere) sono il duo che si cela dietro il nome Conse, che lo scorso 29 agosto hanno bagnato il loro esordio con l’EP (autoprodotto dai ragazzi umbri). Cinque tracce che segnano un inizio incoraggiante che ci mette piede in un mondo, quella della musica, regolato da meccaniche strane e spesso indecifrabili. Apprezzabile la voglia di trasformare in musica quella leggerezza giovanile che li contraddistingue, senza scendere a compromessi con citazioni travestite da marchette pubblicitarie, non del tutto scontato visto il trend attuale che impazza nell’Italia musicale<br>
“Alla fine la maschera, da supereroi, è diventata anche più importante delle nostre facce”
Dopo un lungo peregrinare in giro per l’Italia per musicare del vivo il recente “Sindacato dei Sogni” ed i precedenti album, i Tre Allegri Ragazzi Morti hanno fatto tappa a Napoli, ospiti del “Je so' Pazzo Festival 2019” andato in scena presso il complesso dell’ex ospedale psichiatrico giudiziario situato nel cuore del capoluogo campano. Ho avuto il piacere e l’opportunità di intervistare quell’allegro ragazzo morto di Enrico Molteni per Extra! Music Magazine, che mi ha parlato del loro ultimo lavoro discografico, degli adolescenti di oggi e dei segreti dietro il sodalizio artistico che da venticinque anni ha portato i TARM a essere uno dei gruppi alternativi italiani più interessanti e apprezzati nella scena musicale. Ecco come è andata
Until the Tide Creeps In
È un debutto più che buono questo disco del gruppo inglese che riesce a essere apprezzabile già dal primo ascolto, metabolizzandone soprattutto la parte più estatica. Il loro dream-pop vive di ottimi momenti e altri meno brillanti, che fanno da contraltare tra brani di assoluto valore e alcuni che in qualche modo si adagiano su sonorità fin troppo riconducibili al genere. Ma ai Penelope Isles gli si può tranquillamente perdonare qualche sbavatura anche se la prossima volta non assicuriamo di chiudere un occhio su quei difetti che accompagnano l’album
Live @ Maschio Angioino – 19 luglio 2019
Il primo dei tre appuntamenti con il festival “Femin’arte” ha adempito perfettamente allo scopo della manifestazione, ovvero quello di celebrare la musica in rosa attraverso le esibizioni di alcune delle migliori interpreti femminili della scena musicale, e c’è riuscito grazie a una splendida performance a cura di Floriana Cangiano e Federico Luongo
Live @ Noisy Naplese Fest, 18 luglio 2019
Quello messo in scena dalla band torinese a Napoli è stato uno spettacolo audiovisivo incredibile: la proiezione live su un grande maxischermo delle performance dei componenti della band, coadiuvati da un’ottima regia sempre sul pezzo, ha contribuito a rendere ancora più coinvolgente l’intera performance. Questa esibizione dell’Arena Flegrea sono sicuro che rimarrà negli annali come uno dei più spettacolari eventi mai andati in scena a Napoli, perché i Subsonica non hanno di certo bisogno di trucchi e mezzucci tecnologici per sentirsi e farci sentire giovani, per quello basta e avanza la loro musica<br>