“ Tra pop e trip hop, senza mai perdere la nostra identità musicale”
“Graffiti” è il secondo album del gruppo di Varese che ha creato un suo stile scomponendo e ricomponendo mondi sonori influenzati dal rap, dall'elettronica e dal trip hop con suoni e stili contemporanei di derivazione pop. Li ho intervistati per capire meglio cosa succederà dopo l’uscita del nuovo disco<br>
Bon Voyage
Alla fine di questo intenso viaggio psichedelico si può tranquillamente affermare che la cantante francese e i suoi compagni d’avventura abbiano finalmente trovato l’ispirazione e la creatività di cui avevano bisogno, riversandola in un ottimo e coloratissimo album
Graffiti
Il quartetto di Varese porta avanti l’idea di proporre un mix tra trip hop e pop con testi che spesso e volentieri si rifanno ad un cantautorato, anche importante, rielaborati per essere fruibili ad un ascolto orecchiabile e gradevole. Le dodici tracce dell’album mettono in luce la capacità dei Belize di fare musica attecchendo da una moltitudine di generi
Divorami
Appare chiaro, fin da subito, la potenza (e la fame, tanto per rimanere in tema) creativa del duo toscano, impegnati nel proporre un alternative rock che non disdegna l’uso di sonorità elettroniche. Un debutto assolutamente positivo quello dei Manitoba grazie al loro stile aggressivo che va dritto al punto, senza fronzoli
God’s Favorite Customer
Un album nato in una camera di motel e frutto di una crisi, tanto mistica quanto matrimoniale, che ha visto protagonista l’apprezzatissimo cantautore del Maryland. Ironia e disagio danno vita a un dissidio interiore in cui Joshua Michael Tillman si pone una serie di interrogativi all’interno di una stanza d’albergo alla ricerca di sé stesso
La voce del padrone – Un adattamento gentile
L’ottava fatica di Fabio Cinti, parafrasando quelle mitologiche di Ercole, corrisponde all’ottavo album dell’artista laziale, con un progetto perfino più arduo delle dodici sfide che il figlio di Zeus dovette affrontare. E se l’ottava fatica di Ercole consisteva nel rubare le giumente a Diomede, quella di Cinti può dirsi per certi versi simile, quasi titanica, dovendo recuperare l’essenza di un classico da una figura mitologica come Franco Battiato
Run
Quello dei Knup Trio è un jazz che rompe le barriere stilistiche e capace di trascendere da quello più classico, declinandolo in vari stili musicali che donano quasi nuova vita a un genere ancorato fin troppo alla tradizione. Spazio all’innovazione e alle sperimentazioni nel loro nuovo Ep, esercizio nel quale il trio romano ci riesce ancora alla grande
“Una continua sperimentazione musicale che va oltre ogni etichetta”
Il trio romano, fautore di una suggestiva miscela musicale che unisce al jazz vari generi e stili musicali che vanno dal rock al punk, dopo l’ottimo esordio con l’omonimo album nel 2016 ha pubblicato da poche settimane il nuovo Ep “Run”. Per l’occasione li abbiamo intervistati per farci raccontare di questa nuova avventura discografica, dei loro progetti futuri e di cosa ne pensano della scena jazz italiana odierna
”Facciamo musica semplice, elegante e molto densa di significato”
L’intervista con il gruppo romano formatosi nel 2014 e composto da Amato Scalbi, Luca Scarfidi e Luca Frasca. Il loro progetto musicale è basato sul voler unire musica elettronica ed indie rock, un mix che li ha portati a vincere due contest regionali ma soprattutto attirare l’attenzione del produttore Steve Lyon (The Cure, Depeche Mode e Subsonica per citarne alcuni). Il 27 aprile è uscito il loro primo singolo “Call me White” che anticipa l’uscita del loro primo EP <br>
Exotic Worlds and Masterful Treasures
Se siete alla ricerca di un sound soul e funky, con venature R&B, allora questo disco potrebbe davvero fare al caso vostro. Che il ragazzo del Virginia abbia talento è fuori discussione, producendo l’intero disco e suonando ogni singolo strumento al suo interno. Un buon debutto in cui è chiara la sua vasta competenza multi-genere ma che per l’occasione avrebbe necessitato di un qualcuno bravo per sfruttare il suo enorme potenziale