Eleven
Per chi non li conoscesse ancora, saranno una bella scoperta; per chi già ne aveva sentito l’eco, una conferma.
The Future Is Medieval
E' il disco che più si avvicina ad “Employment” del 2005: per voracità, freschezza revivalista rivisitata, per utilizzo quasi ossessivo di synth e per alcuni pezzi da sudare fino al tracollo
A Dead Summer
A “Dead Summer” ti trascina giù, verso la semioscurità e da lì ne rimani inchiodato attraverso una costante forza di attrazione.
Last of Many
Tipico english pop (english, non brit) allo stato puro, con poche schitarrate bollenti alternate soprattutto ad atmosfere più armoniose ed allegre; fosse uscito dieci anni fa si sarebbe incastrato bene.
Songs From the Drawer
Lonny acquista le sembianze di un london busker che attira l’attenzione con il marchio indelebile di certe produzioni di Sir Paul McCartney prima fase.
Cardiophobia
Cardiophobia è una paura profonda e costante dalla quale non si può scappare. Un'ansia profonda e costante che viene perpetuata spesso dalla band, alla ricerca di quel sound maturo ed allo stesso tempo pungente.
For Each a Future Tethered
Il folk intrecciato col pop di Butcher The Bar produce piccole perle cariche di pathos senza la fatica di tirar fuori un capolavoro.
La Muerte
Sostanzialmente “La Muerte” è un disco a due facce, tutto sta a trovare la chiave giusta per aprire queste quattordici tracce della durata totale di poco più di una cinquantina di minuti.
The Great Northern X
Un concentrato di atmosfere e dilatazioni surreali, mattoncini messi uno sull’altro al posto giusto, in un istante che sembra infinito.
Rising Rain
Un continuo vortice di emozioni e suoni che si attorcigliano tra loro, qualcosa che va oltre la semplice musica. Il quartetto di ragazzi dimostra di saperci fare.