La prima cosa bella
Virzì è capace – come forse nessuno in Italia – di descrivere la vita di provincia con tutti i suoi perversi meccanismi che la fanno sembrare a volte immobile nel tempo
Tra le nuvole (Up In The Air)
Se non fosse per il finale, la narrazione sembrerebbe scivolare verso un disegno della realtà talmente buonista da risultare troppo poco credibile
A Single Man
Il colore, lo spazio, l’oggetto messo davanti alla macchina da presa appaiono così perfetti da restituire immagini spesso patinate. Ma la storia è talmente bella e toccante che al regista lo si può anche perdonare
Il rogo di Berlino
Perché recensire e soprattutto consigliare di leggere un libro che racconta di una guerra ormai finita da 65 anni? Cioè di quella seconda guerra mondiale già abbastanza esplorata e già molte volte raccontata?
Brothers
Un film riuscito a metà, che non aggiunge molto alla ormai consistente cinematografia che, nel raccontare le guerre, si interroga sugli effetti catastrofici che queste lasciano sui reduci
Soul Kitchen
Attori credibili ed intensi, riprese in esterno che poco si soffermano sul centro turistico o commerciale della città e molto sui sobborghi operai, e che svelano l’amore del regista per quella Amburgo che a breve non ci sarà più
Welcome
Siamo dunque a fine anno, e come sempre è tempo di bilanci: volete il film più bello dell’anno? "Welcome", senza dubbio. Un capolavoro che andrebbe proiettato nelle scuole
Il mio amico Eric (Looking For Eric)
Loach sembra approdare con buona disinvoltura ad una commedia dove solo apparentemente sposta il suo centro di attenzione dal sociale al personale. Perché in realtà il suo sguardo vigile è sempre lì
L’uomo nero
Non sempre la narrazione appare fluida, soprattutto nella prima parte. Non sempre le evocazioni cinematografiche (Fellini, Tornatore, Citti) reggono il confronto con le opere originali
Good morning, Aman
Nel suo complesso il film funziona, perché scava nell’animo umano senza dare risposte, come è giusto che sia, perché il tema affrontato è complesso ed il regista non scade mai nella banalità e nel luogo comune