Dupleix
Un disco con i tratti tipici della fisionomia di questo genere: maestosità dei suoni, introspezione, climax musicale in continuo crescendo, uso smodato dei loop in sottofondo, continue sperimentazioni e totale assenza del cantato.
Tank-Man
Grazie all’alternanza tra alt-rock e pop melodico e all’estrema raffinatezza degli arrangiamenti, I-Taki Maki sfornano un disco omogeneo e accattivante, passando il turno e facendoci ben sperare per i loro futuri progetti.
Storia Di Una Corsa
Un disco assolutamente godibile in cui i Lui Sono Io dimostrano di sapersi destreggiare con abilità sia nella scrittura dei testi sia nelle partiture musicali e negli arrangiamenti, riuscendo a farci promuovere a pieni voti questo loro esordio.
Depeche Mode live @ Stadio Olimpico di Roma, 20 luglio 2013
Nonostante abbiano tutti superato il mezzo secolo, i Depeche Mode dimostrano di essere ancora nel pieno delle energie regalando alla Capitale uno dei migliori concerti in quasi trentatré anni di carriera.
Formigole
Il disco si compone di dieci tracce limpide, dirette, avvolgenti negli arpeggi che le caratterizzano e rese oltremodo sentimentali dal timbro vocale dell’autore.
Barbarica
Un ritorno importante, che dà spazio a tutta la creatività accumulata in questo lungo periodo, presentando al pubblico un concept massiccio e godibile, marcato da cinque mini-suite ben suonate e supportate da arrangiamenti ricchi ma per nulla stucchevoli.
Fuori Tutto
La scrittura dei Galleria Margò, unita ad un sound orecchiabile e ben mixato, fa (per citare un loro brano) “rifiorire” i sensi e, più in generale, il futuro apparentemente non roseo del pop italiano.
Kill Your Boyfriend
Una band che riesce ad affascinare e a trascinare nel vortice d’inquietudine che li caratterizza grazie ai possenti muri di suono e ai vortici di sintetizzatore, che annientano ogni possibile residuo di razionalità.
Blah Blah Blah
Il risultato della fusione di vari stili, tra cui il rock anni ’60 e il pop tipico del belpaese, migliora verso fine disco, lasciando comunque perplesso l’ascoltatore, costringendolo a storcere il naso più volte.
Ultima Necat
Un’opera incendiaria, infernale, carica di malessere e cervellotica, quindi dovete avvicinarvi con cautela. Un rock fortemente incentrato sull’uso delle chitarre espresse al meglio dall’uso massiccio della distorsione.